Montone e Rabbi all'asciutto, scatta il divieto di prelievo. Europa Verde: "Provvedimento tardivo"

Europa Verde Forlì si scaglia contro l'Arpae dopo l'avviso emanato il 21 agosto con il quale sono stati sospesi i prelievi dell'acqua dai fiumi Montone e Rabbi

"Divieto di prelievo tardivo, quanto ormai inutile". Europa Verde Forlì si scaglia contro l'Arpae dopo l'avviso emanato il 21 agosto con il quale sono stati sospesi i prelievi dell'acqua dai fiumi Montone e Rabbi. Col provvedimento, informa il movimento del sole che ride, "vengono bloccati i prelievi di acqua nei due fiumi che non sono stati presi in alcuna considerazione a luglio, quando era stata emanata una analoga ordinanza di divieto di prelievo per i fiumi Ronco e Savio Si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi. Gli alvei del Montone e del Rabbi  alla confluenza in corrispondenza del parco urbano di Forlì ora sono drammaticamente asciutti".

"I controlli, che evidentemente non sono stati fatti o che sono stati assai tardivi, avrebbero dovuto portare a un tempestivo provvedimento che avrebbe potuto limitare le conseguenze del periodo siccitoso - attacca Europa Verde -. I danni agli alvei e all'habitat fluviale sono evidenti". Si punta il dito contro la riforma regionale del 2015, "che ha mischiato e frammentato le competenze fra Servizi di bacino e Arpae ha dato il suo contributo negativo, dimostrando quanto siano sbagliate riorganizzazioni fatte a tavolino, sulla base di principi tanto astratti quanto privi di riscontro nella realtà".

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E ancora: "Senza dubbio la riorganizzazione o riforma di 5 anni fa ha dimostrato di essere stata fatta senza avere ben presente, come in questo caso, che i fiumi sono organismi unitari e che come tali vanno trattati e gestiti, dalla sorgente alla foce, comprendendo tutte le funzioni che li riguardano a cominciare dai prelievi di acqua, dalla gestione delle aree demaniali ai controlli e alla vigilanza. Invece le competenze frammentate fra diverse "agenzie" hanno fatto sì che tutto sia diventato meno efficiente e più complicato, a cominciare dalle “pratiche" per i cittadini, mentre i controlli come dimostrano i fatti odierni non vengono più effettuati, così i fiumi, come i cani dei due padroni dell’adagio, muoiono e questa volta di sete".

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