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Morgagni (candidato lista Pd): "La giunta Zattini è ferma e guarda all'indietro"

"Per l’ennesima volta i numeri reali hanno certificato che la cifra distintiva di questa Amministrazione è l’enorme divario fra le continue promesse ed enunciazioni e la cronica incapacità di programmare e realizzare gli interventi necessari per lo sviluppo della città"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Nel corso del Consiglio comunale di lunedì è stato discusso il rendiconto 2023 del Comune. Per l’ennesima volta i numeri reali hanno certificato che la cifra distintiva di questa Amministrazione è l’enorme divario fra le continue promesse ed enunciazioni e la cronica incapacità di programmare e realizzare gli interventi necessari per lo sviluppo della città. Il 2023 si è chiuso con una disponibilità di cassa che sfiora i 75 milioni di euro e un ammontare di fondi liberi di oltre 20 milioni, segno evidente delle grosse difficoltà della Giunta sul fronte della capacità di spesa e, conseguentemente, dell’erogazione dei servizi.

Per quanto riguarda il bilancio in conto capitale, che misura la capacità di un’Amministrazione di spendere in maniera efficace a sostegno della crescita e dell'occupazione, si registra, ancora una volta, il divario enorme fra le previsioni di spesa (166 milioni) e gli impegni effettivamente assunti, che si attestano sulla ben più modesta cifra di 33 milioni di euro. In sostanza, per ogni 5 euro di investimenti promessi ai forlivesi da Zattini e Giunta, ne è stato speso solo 1. 

A completare il quadro c’è il capitolo mutui. La buona amministrazione vuole che un Ente locale in normali condizioni economiche mantenga un sostanziale equilibrio fra prestiti rimborsati e nuovi mutui per  gli investimenti. A Forlì, invece, da anni il Comune continua a non investire, tanto è vero che nell’intero 2023 ha acceso meno di un milione di euro di mutui, un’illogica politica di austerità che trova giustificazione solo nella mancanza di idee e di capacità di programmare la spesa e realizzare gli interventi.
Quanto al PNRR, la stessa relazione dei revisori del Comune raccomanda con forza attenzione alla gestione di tali fondi per quanto riguarda sia le tempistiche di realizzazione, sia le modalità di rendicontazione. La posta in gioco è molto alta, data l’entità dei finanziamenti di cui trattasi, e sarebbe un azzardo imperdonabile ignorare anche questo monito, confidando in una proroga da parte dell’Europa che al momento è destituita di fondamento.

In definitiva, quindi, un rendiconto modesto, che corrisponde perfettamente all’assoluta ordinarietà di una gestione della città priva di visione, così come della capacità di programmare e realizzare persino le opere di cui la Giunta Zattini ha ereditato progetti e denaro. Il grande cambiamento promesso cinque anni fa si è ridotto alle strisce sull’asfalto colorate di rosso e verde per surrogare le mancate piste ciclabili, allo spreco di milioni di euro per le luci di Natale, e a un abnorme consumo di suolo, ben superiore ad ogni possibile immaginazione.

Cinque anni sprecati, dunque, in cui la città ha perso posizioni rispetto a quelle vicine, a causa di un isolazionismo che alla fine ha isolato solo Forlì, rendendola irrilevante rispetto a ogni partita strategica di area vasta.  
Il covid, l’inflazione e la crisi energetica, ed infine l’alluvione hanno messo a dura prova il tessuto economico e sociale della città; proprio per questo sarebbe stata necessaria un’Amministrazione con progetti innovativi e capacità di investire per sostenere la ripresa economica e la coesione sociale. Invece così non è stato; dopo cinque anni di Zattini, la nostra città è più chiusa, fragile e arretrata sotto tutti i versanti. L’immagine propagandistica della “Forlì che brilla” è solo spreco effimero e inutile. Basta girare l’angolo e c’è il buio di una realtà tenuta ferma, chiusa e tagliata fuori da network e correnti innovative. Tra poco si vota e il nostro auspicio è che dalle urne esca la spinta per un vero cambiamento che dia risposta alle tante sfide che sono sul terreno, con lo sguardo rivolto al futuro.


Federico Morgagni, candidato indipendente nella lista del Partito Democratico

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