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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Morgagni (Forlì & Co) accusa: "Il sindaco sfocia nel negazionismo per un vantaggio politico a corto respiro"

"Tentativi di minimizzazione del Comune che ormai sfociano nella negazione della realtà, i dati forniti quotidianamente dalla Prefettura restituiscono un quadro allarmante"

"Tentativi di minimizzazione del Comune che ormai sfociano nella negazione della realtà, i dati forniti quotidianamente dalla Prefettura restituiscono un quadro allarmante: i 344 nuovi positivi riscontrati nella settimana del 15 febbraio sono diventati oltre 500 in quella del 22 febbraio  e poi quasi 800 in quella dell’1 marzo appena conclusasa": è l'accusa che arriva da Federico Morgagni, capogruppo "Forlì e Co." sulle ultime polemiche relative all'introduzione della zona rossa anche a Forlì.

Per Morgagni "le dichiarazioni, che si succedono da vari giorni, del Sindaco di Forlì e di importanti esponenti dei partiti di maggioranza sul tema dell’emergenza pandemica in atto sono a dir poco sconcertanti. Una così rilevante questione, di carattere eminentemente sanitario, viene presentata come fosse un problema politico, su cui dividersi fra maggioranza e opposizione o fra Amministrazioni pubbliche di diverso colore, al fine di trarne qualche vantaggio elettorale di corto respiro a scapito della salute collettiva. Davanti al dilagare della pandemia i cittadini devono invece sapere che le istituzioni fanno la loro parte per tutelare alla salute, attenendosi strettamente a ciò che viene indicato dalle autorità sanitarie, che sono le uniche ad avere le conoscenze e competenze necessarie per scegliere le misure più adeguate e proporzionali alla gravità della situazione".

Questa l'analisi di Morgagni: "Facendo un semplice rapporto con la popolazione complessiva del distretto forlivese si vede che, dopo mesi in cui il nostro territorio era stato tra i meno colpiti di tutta la Regione, le cose stanno purtroppo cambiando. Negli ultimissimi giorni l’incidenza dei nuovi casi è stata superiore anche a quella della vicina Ravenna. Da quanto è possibile  dedurre dalla stampa, l’impennata del contagio si è già tradotta in un forte sovraccarico del nostro ospedale e, purtroppo, questo dato che ormai sappiamo seguire l’andamento dei contagi con uno scarto di alcuni giorni, è destinato ad aggravarsi ulteriormente. Non solo, quindi, al momento le misure adottate a Forlì sono proporzionate a una situazione molto grave, ma tale evoluzione della situazione era già prevedibile giorni fa quando le Autorità sanitarie, inascoltate, avevano chiesto provvedimenti più restrittivi".

Ed infine contro la maggioranza di centro-destra: "E’ assolutamente censurabile continuare a presentarsi come i campioni della lotta alle chiusure, come se ci fosse qualcuno che gode nell’assumere provvedimenti che hanno pesanti riflessi economici, sociali, occupazionali e psicologici su comunità provate da un anno di emergenza. E’ inoltre gravemente colpevole lasciar intendere ad un’opinione pubblica esasperata che vi siano alternative alle misure adottate, quando in realtà vi è solo quella di accettare una inevitabile crisi del sistema sanitario forlivese, soggetto una pressione che in poche settimane diventerebbe semplicemente insostenibile, e la cancellazione del diritto alla salute, bene inalienabile e prioritario e presupposto di qualsiasi possibile ripartenza economica".

La replica

Scrive Albert Bentivogli, Consigliere comunale della Lega: "Nessun negazionismo ha investito il sindaco Zattini, esprimendosi sull’eccessivo e ingiustificato provvedimento di chiusura del sistema scolastico con gravi ripercussioni educativi sulla popolazione studentesca e sociali sulle famiglie del territorio. La bravura nel strumentalizzare del consigliere e del suo gruppo con memoria cosiddetta “alla bisogna” porta a ricordarvi che proprio i dati regionali sottolineano il basso contagio nelle scuole del comprensorio forlivese e che, le scuole stesse, grazie all’organizzazione esemplare e capillare in tutti gli istituti del personale scolastico nel far rispettare i protocolli di prevenzione e sicurezza,  rimangono uno dei luoghi più sicuri per i nostri ragazzi. Chiudere ambienti sicuri solo per dimostrare che sia l’unica via è il vero negazionismo di un diritto inalienabile come quello allo studio e resterà sempre una visione politica miope e di gravi danni collaterali".

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