Morrone (LN): "Russo si preoccupa degli extracomunitari"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

“Ci preoccupa vedere il vice Pres. della Prov., Guglielmo Russo, così distante dalle emergenze occupazionali ed economiche della realtà locale. Con il tasso di disoccupazione e la cassa integrazione perennemente in crescita e un evidente difficoltà delle famiglie romagnole ad arrivare a fine mese, Russo si interroga e si preoccupa esclusivamente dello stato occupazionale in cui versano gli extra-comunitari.”

“Dalla sua poltrona di vice Pres. della Provincia” – incalza Morrone – “Russo scrive al Ministro per l’Integrazione, Andrea Riccardi, esortandolo a modificare la normativa vigente in materia di permanenza sul territorio italiano di stranieri disoccupati. La legge allo stato attuale prevede la possibilità per un extracomunitario senza lavoro di rimanere in  Italia per un periodo non superiore a 6 mesi, al fine di trovare una nuova occupazione.”

“Non capiamo con quale logica Russo chieda di prolungare il periodo di permanenza da 6 mesi a 1 anno; ci chiediamo inoltre in che modo un nucleo famigliare di extracomunitari disoccupati possa mantenersi e vivere regolarmente sul territorio italiano, non percependo più entrate.”

Infine conclude Morrone: “Mi auguro in ogni caso che il Ministro Riccardi ignori le richieste del Vicepresidente Russo anche in virtù delle gravi ripercussioni che questi provvedimenti comporterebbero sull’economia e sul mercato del lavoro del nostro territorio.”

“La crisi che incombe sulle nostre aziende e sull’intero comprensorio romagnolo è gravissima e al momento non si prospettano segnali di miglioramento.  Se da un lato sarebbe auspicabile aiutare tutti indistintamente, la gravità del momento ci sollecita provvedimenti drastici. Gli amministratori locali devono mostrare un forte senso di responsabilità e devono essere in grado di fare delle scelte, seppur impopolari, al fine di evitare che siano i Romagnoli a dover espatriare dalla propria terra.”

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