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La minoranza tenta la sfiducia a Drei, il Pd: "Può contare sulla maggioranza"

Ha aperto le danze Lauro Biondi di Forza Italia mettendo in luce le "crisi aperte" in giunta e nel Partito democratico

La minoranza in Consiglio comunale a Forli' non trova i voti per una mozione di sfiducia a giunta e sindaco. Con tanto di polemica tra Movimento 5 Stelle e altri gruppi. E ha portato così martedì pomeriggio in discussione un ordine del giorno, respinto con otto voti favorevoli e 17 contrari, per il riconoscimento della crisi in cui attacca a testa bassa. Ha aperto le danze Lauro Biondi di Forza Italia mettendo in luce le "crisi aperte" in giunta e nel Partito democratico. "Siamo preoccupati per Alea ambiente. Non ci sono i tempi per interrompere il mandato, ma - ha sottolineato - occorre mettere in cantiere iniziative immediate che salvino la faccia della citta'".

Il capogruppo Fabrizio Ragni ha evitato di speculare sulle vicende giudiziarie, "facciamo un'analisi politica delle cose che non vanno". E "va quasi tutto male, purtroppo". Che almeno Alea non diventi un "altro carrozzone", ora il servizio e' inefficiente. Anche la collega Vanda Burnacci ha scansato "una politica delle minoranze che parla delle inezie e dei problemi di superficie", ricordando che "tutti i piccoli raggruppamenti piccoli entrati in collaborazione con il Pd sono state meteore. La citta' ha bisogno di politica di alternanza".

Davide Minutillo di Fratelli d'Italia ha attaccato "i conigli del Pd, che scappano davanti ai problemi", definendo la "citta' in ginocchio e impresentabile". Ha polemizzato con i colleghi di minoranza il pentastellato Daniele Vergini: "Hanno paura a firmare mozioni di sfiducia. Si preferiscono ordini del giorno per fare due chiacchiere. Se tutti i 12 firmavano, il 13esimo si trovava. Ma il problema non si pone perche' hanno scelto di non firmare". E poi ha elencato "tutte le batoste", dai gettoni alla nomina del comandante della Polizia municipale. "A casa subito". 

Il collega Simone Benini ha ricordato che "siamo stati quattro mesi in esercizo provvisorio. Non spaventa avere un commissario". Il sindaco, gli ha fattoe co Daniele Mezzacapo della Lega Nord, "ha fallito tre volte, a livello amministrativo, politico e personale". E "tutti prendono le distanze nel Pd". La citta', ha aggiunto il collega Daniele Avolio e' "depressa e infatti la Regione non vi ascolta. Questa giunta non ha saputo interpretare i bisogni della cittadinanza".

In soccorso di Drei è arrivato Massimo Zoli del Partito democratico. "L'ordine del giorno arriva fuori tempo massimo", ha sottolineato, prendendolo da "sprone ad andare avanti. L'avanzamento del programma prosegue", certo, "certe cose vanno completate e ci poteva essere qualche intoppo in meno. Ma porteremo diverso fieno in cascina. Il sindaco puo' ancora contare sulla maggioranza". Anche Mario Peruzzini di Forli' sicura ha smontato il "j'accuse su tutto e tutti", ricordando che le sue critiche a Drei "non sono mancate". Ma non si puo' parlare di citta' depressa, ha concluso, garantendo che "sui progetti ci impegneremo fino in fondo". Cosi' come Ludovico Zanetti, fuoriscito dal Pd per il Gruppo misto "non per problemi locali". Anche in questa circostanza "abbiamo speso dei soldi per la citta' per un cahier de doleance: manca la politica". E il giudizio lo daranno gli elettori. (fonte Dire)

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