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Aperture, il nuovo appello dei sindacati: "Liberiamo le feste, riempiamo i carrelli di valori"

"L’iniziativa di che ha visto l’ampia partecipazione di lavoratrici e lavoratori del settore commercio ha voluto ribadire che non vogliamo arrenderci all’idea che la società sia libera se è libera di consumare ad ogni ora ed in ogni luogo", affermano i sindacati

Si è svolta martedì mattina nel salone del comune di Forlì l'iniziativa organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil “Liberiamo le feste, riempiamo i carrelli di valori”. Presenti il sindaco Davide Drei, l’assessore alle attività produttive del Comune di Forlì Lubiano Montaguti, il presidente dell’Anpi Forlì-Cesena Carlo Sarpieri, Don Franco Appi docente di teologia alla Fter, i direttori di Confcommercio e Confesercenti rispettivamente Alberto Zattini e Giancarlo Corzani, si è aperta con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del mare e come senso di profonda partecipazione ad un vero e proprio lutto collettivo nell’idea che  si debba da subito fermare la strage.

"L’iniziativa di che ha visto l’ampia partecipazione di lavoratrici e lavoratori del settore commercio ha voluto ribadire che non vogliamo arrenderci all’idea che la società sia libera se è libera di consumare ad ogni ora ed in ogni luogo - affermano Maria Giorgini (Filcams), Davide Guarini (Fisascat) e Maurizio Casadei (Uiltucs) -. Per questo le organizzazioni sindacali, datoriali ed istituzioni e le espressioni della società civile oggi intervenute,  si sono espresse nettamente contro la liberalizzazione delle aperture festive e domenicali nel settore del commercio facendosi carico  ognuno per il suo ruolo e nei propri livelli di discussione di chiedere la definizione di una legge in materia".

"La richiesta è chiara - proseguono i sindacati -. Non si può rimandare, è necessario che il Parlamento faccia un passo in avanti, non approvando una legge qualsiasi ma approvando una legge che determini la chiusura nelle giornate festive laiche e religiose che rappresentano i valori fondamentali della nostra storia e della nostra cultura laica e religiosa e ripristini fattivamente la possibilità per gli enti locali e le parti sociali di poter definire la programmazione delle aperture degli esercizi commerciali favorendo la coniugazione dei tempi di vita e di lavoro e tenendo conto delle diverse peculiarità territoriali. Come noto infatti  la deregulation degli orari introdotta nel 2011 con il Decreto “Salva Italia”  ha eliminato, ogni regola in materia di orari commerciali, determinando effetti negativi su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie".

"Oltre ciò, i risultati attesi in termini di concorrenza hanno in realtà determinato maggiori costi a carico delle imprese, e un disequilibrio tra piccola e grande distribuzione penalizzando in particolare i centri storici delle città. Per questo ancora parte un appello verso la grande distribuzione del territorio indicando che il  25 aprile e il 1° maggio devono essere festa per tutti, e che perdere la memoria storica significa perdere il senso stesso di far parte di una comunità. Per questo tutte le parti si sono ritrovate in un solo appello “Liberiamo le Feste e Riempiamo i carrelli di Valori” - concludono -. Noi non ci fermiamo, la battaglia per un ripristino di regole nel commercio continua".

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