Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

"Nessuno tocchi la pensilina. Anche in Francia c'era chi voleva abbattere la Torre Eiffel"

Un passo indietro: era il 9 luglio scorso quando il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, annunciava attraverso un post pubblicato su Facebook la "decisione coraggiosa" della giunta di rimuovere la struttura

"Nessuno tocchi la pensilina" di Piazza Saffi, collocata davanti al Palazzo delle Poste. E' il messaggio che arriva da Lodovico Zanetti e Marco Dori per voce di "Tutto a sinistra, la sottile linea rossa". Un passo indietro: era il 9 luglio scorso quando il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, annunciava attraverso un post pubblicato su Facebook la "decisione coraggiosa" della giunta di rimuovere la struttura nell'ambito di "un progetto piu ampio e complesso di riqualificazione del centro storico".  "Se incontreremo il parere favorevole della sovraintendenza, entro la fine dell’anno sposteremo la pensilina di Piazza Saffi", aveva evidenziato il primo cittadino, specificando che è ancora in corso un ragionamento su dove riposizionarla. "Vogliamo spostarla perche la sua attuale collocazione altera in maniera sostanziale la veduta della piazza e quella della basilica di San Mercuriale".

"Nel pieno rispetto delle scelte intraprese da chi ci ha preceduto, riteniamo tuttavia che la pensilina ‘strida’ con gli equilibri e l’architettura monumentale del nostro centro - le parole del primo cittadino -. Potevamo continuare a fare finta di niente, ma abbiamo preferito non farlo, rischiando legittime proteste". Affermazioni che hanno acceso un dibattito. Sulla questione intervengono Zanetti e Dori: "Che la vittoria delle destre abbia fatto tornare di moda il piccone demolitore di mussoliniana memoria , un po' mi preoccupa, perchè chiunque l'abbia agitato , ha fatto danni culturali, Fu uno sbaglio abbattere la meravigliosa ciminiera in piazza Guido da Montefeltro, da archeologia industriale ,per realizzare il San Domenico del Sacripanti, salvo poi tentare di cancellare anche l'opera dell'architetto romano, affascinante esempio di brutalismo geometrico. Del resto, questa pars destruens non è esclusiva italica, visto che in Francia ci fu chi voleva abbattere la Torre Eiffel".

"Ora, non è una questione di gusti, anche se a noi la pensilina piace - proseguono -. Si integra perfettamente con il palazzo delle Poste, e ha un affascinante richiamo , per chi  ama la fantascienza  con lo stile  lo steam punk, con quel mix di materiali organici, ghisa e ferro. Ma non è questo il punto, è legittimo piaccia o no. Ma davvero, in un momento critico come questo, vogliamo spendere decine di migliaia di euro per spostare la pensilina, per poi rifarla, o come sostiene qualche esponente della giunta, sostituirla con  un palco,  spesa abbastanza inutile, visto l'insuccesso di pubblico dei recenti concerti in piazza. Di fronte a questo spreco di soldi stanno due convitati di pietra. Il palazzo del Merenda, che versa in condizioni vergognose e la Ripa , che potrebbe facilmente diventare uno spazio importante per il futuro di Forlì. Spendiamoli bene i soldi dei forlivesi, e lasciamo la pensilina al suo posto, senza dar credito a critici d'arte che valgono molto meno di zeri".

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