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Mercoledì, 30 Novembre 2022
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"No al taglio dei pini di via Piancastelli, hanno 80 anni e sono la storia di Forlì: basta istituire un senso unico"

Sì ai lavori su via Pancastelli, con l'istituzione del senso unico, ma no al taglio degli storici pini, che pure rendono particolarmente sconnesso il fondo stradale e i marciapiedi

Sì ai lavori su via Pancastelli, con l'istituzione del senso unico, ma no al taglio degli storici pini, che pure rendono particolarmente sconnesso il fondo stradale e i marciapiedi. A frapporsi tra la raccolta di firme annunciata da Raffaele Acri, vicecoordinatore del quartiere Resistenza, e le seghe c'è Sauro Turrone, esponente storico dei Verdi. "Si faccia finalmente il senso unico promesso da anni e si lascino stare gli alberi. Via Piancastelli attende da anni di essere sistemata così come attende di non essere più una strada assai trafficata, utilizzata da molti che cercano di saltare il semaforo fra viale Roma e Campo di Marte. Da molti anni ormai il Comune ha proposto realizzazione di un senso unico e addirittura sono stati predisposti dei progetti da parte degli uffici", ricordo Turroni.

"Si doveva aspettare però la realizzazione della rotonda sulla vicina via Cerchia per affrontare complessivamente la organizzazione della viabilità in tutto il quartiere. Ora la rotonda c'è da un paio di anni e non ci sono più alibi. Si deve fare di tutto il quartiere una zona 30, bloccando gli attraversamenti e realizzando un senso unico nelle varie strade, secondo i più moderni dettami della circolazione. Con una zona 30 ben progettata non sarà necessaria nessuna pista ciclabile, sarà sufficiente progettare la viabilità in modo da rendere sicura la circolazione di ciclisti e pedoni, come avviene ormai in tutte le città più moderne".

Ed ancora Turroni: "Poi vorrei che i miei concittadini fossero consapevoli del pezzo di storia che ha dato il nome a quel quartiere, legato a vicende tutte forlivesi che legarono Forlì a Umberto Nobile e Amundsen, riportate tutte in un libro edito dal museo polare, fondato da un nostro concittadino, l'esploratore Silvio Zavatti, primo vicesindaco dopo la liberazione. Sono molto legato a via Piancastelli non solo per il fatto che ci ho vissuto quasi 40 anni e per avere in tutto questo tempo difeso ogni albero dalle motoseghe, ma soprattutto perché essa costituisce sia un pezzo della storia urbanistica della città ( si tratta del primo insediamento per case di tipo ultrapopolare fatto lontano dal nucleo centrale della città)  sia perché è memoria della trasvolata del Polo Nord compiuta da Amundsen e Nobile nel 1926, che diedero il nome di Baia del Re al quartiere, dalla località da cui partì il dirigibile Norge alle Svalbard, King’s Bay appunto".

"Con la caduta del dirigibile Italia, condotto da Nobile 2 anni più tardi, il fascismo condannò il quartiere alla cancellazione del nome che cadde nell’oblio da cui è stato tolto poco tempo fa con la restituzione del nome Baia del Re alla piazzetta in fondo alla via Piancastelli grazie anche alla ricostruzione storica che sono riuscito a produrre. Appena si è insediata la nuova amministrazione ho incontrato personalmente gli amministratori a cui ho fatto presente le soluzioni complessive per la circolazione nel quartiere che erano state prospettate dai tecnici comunali in precedenza e ho consegnato una copia del progetto predisposto dagli uffici. L’assessore Petetta ha sul tavolo il progetto e credo sia tempo per avviare il problema a soluzione. Mi dichiaro disponibile a collaborare".

"Quello che temo e che ho più volte reso pubblico è che ci sia qualcuno che ritarda oltre modo la soluzione definitiva per poter contare sulla esasperazione dei cittadini per poter abbattere tutti gli alberi, non avendo esitato a disporre negli ultimi anni addirittura ben 3 indagini strumentali sulla stabilità dei bellissimi pini che vivono in quella strada da oltre 80 anni, pensando di potere ottenere così il via libera per le motoseghe. Adesso di nuovo si invitano i cittadini contro gli alberi, responsabili di ogni disagio. È un errore che mai dovrebbe essere fatto da una Pubblica Amministrazione a cui credo debba stare a cuore il bello in zone sottratte al traffico di attraversamento", conclude Turroni.

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