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Martedì, 18 Giugno 2024
Nubifragio, la polemica

Nubifragio e allagamenti, l'assessore Petetta replica a Rinaldini con le prove delle ispezioni: "Reti fognarie pulite anche nelle aree alluvionate"

L'assessore Petetta ha replicato al candidato sindaco Rinaldini, documentando la parte sotterranea del corpo ricettore in via Pelacano, via Isonzo, viale Bologna e via Locchi

“Più di 11 mila buchette e griglie, circa 40 mila pozzetti e oltre 280 chilometri di fossi. Mappature puntuali con video ispezioni e periscopi”. L’assessore e candidato Giuseppe Petetta, dopo “le polemiche strumentali sollevate dalla sinistra e la ricerca forsennata di un colpevole da parte di Graziano Rinaldini all’indomani del nubifragio che ha investito la nostra città sabato pomeriggio”, torna sulla “mole straordinaria di interventi alla rete di drenaggio stradale che in questi anni ha impegnato l’amministrazione comunale, con un occhio di riguardo al post alluvione, negli ultimi mesi”. Oltre a questo, “ci sono le lavorazioni ordinarie e straordinarie alla rete stradale che hanno riguardato 65.100 buche e fessurazioni e 961 botole o caditoie sistemate e messe in sicurezza”.

“Si tratta di numeri che parlano da soli - aggiunge Petetta - e che testimoniano le operazioni ricorsive effettuate dal Comune in tutta la rete fognaria cittadina con auto spurghi, idrogetti e video ispezioni. Stiamo parlando di piccole telecamere su quattro ruote che vengono calate nelle zone più sensibili della città, stressate da situazioni di fragilità, e che riprendono a trecentosessanta gradi lo stato di salute delle fogne e i lavaggi con sonde a idrogetto".

Petetta ha documentato la parte sotterranea del corpo ricettore in via Pelacano, via Isonzo, viale Bologna e via Locchi. "Fogne pulite e sgombre da corpi estranei o fango che sabato scorso hanno infatti assorbito in tempi rapidissimi la straordinaria cascata d’acqua e grandine che si è abbattuta sulla città - rimarca -. La prova del nove di tutto questo sta nel fatto che non si sono verificati lunghi ristagni e che l’acqua è defluita nel giro di pochissimo tempo. Quello che è successo a Forlì, a Cesena o in altre città d’Italia è il cosiddetto “effetto imbuto” o “effetto collo di bottiglia”. Se si rovescia un catino d’acqua in un imbuto, quest’ultimo, infatti, non avrà mai la capacità di assorbire tutto il liquido all’istante, innescando un piccolo effetto esondazione".

“Operazioni come queste . spiega Petetta - vengono eseguite con grande frequenza, a rotazione in tutto il territorio. Oltre a questo, prima di ogni temporale o avvisaglia di forte maltempo, i nostri operatori compiono una pulizia approfondita della cosiddetta parte superficiale del corpo ricettore, ovvero buchette e griglie. D’altra parte, è evidente che situazioni come quella di sabato rendono velocemente vano il lavoro dei nostri tecnici. Vento e grandine hanno riempito i recettori di ramaglie e ghiaccio quasi subito".

“Capisco che il signor Rinaldini tutto questo non lo possa sapere - conclude l’assessore e candidato per Forza Italia Giuseppe Petetta -. In questi mesi ha dato prova di grande inesperienza e disinformazione, al pari dei suoi alleati, che non perdono occasione per denigrare e sminuire la grande opera di prevenzione e manutenzione alla rete di drenaggio stradale, portata avanti dai nostri dipendenti”. 

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