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Cyberbullismo e revenge porn, Portolani: "Un numero verde per chi è vittima di attacchi"

Una tematica dagli aspetti molto delicati, affrontata da Marinella Portolani, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì

Cyberbullismo, bullismo condotto attraverso strumenti telematici, e "revenge porn", vendetta porno. Sono questi i nuovi termini entrati di prepotenza nella termologia comune legata all’era digitale. L’utilizzo sempre più diffuso degli smartphone hanno aumentato anche le opportunità di colpire da remoto, sotto l’aspetto psicologico, persone che vedono messi in piazza i loro timori, le debolezze e gli aspetti più intimi del loro carattere. Una tematica dagli aspetti molto delicati, affrontata da Marinella Portolani, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì, che intende istituire un numero verde al quale possano rivolgersi tutti coloro che sono stati vittima di attacchi di bullismo, cyber bullismo e revenge porn.

"Si tratta - spiega Portolani -. di persone che vanno tutelate e protette, messe al riparo dai cosiddetti “leoni da tastiera” vale a dire esseri prepotenti e arroganti, ma profondamente vili al punto di rovinare, per un malcelato senso di onnipotenza da smartphone, la vita di ragazzi e ragazze che hanno avuto il solo torto di frequentarli, magari come sinceri mici. Oggi 9 febbraio, come sempre nel secondo martedì del mese, ritorna  “Safer Internet Day” la Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete, ricorrenza che intende portare all’attenzione di tutti la necessità di promuovere l’uso delle apparecchiature on line in modo tutelato e privo di pericoli. Colgo, quindi, l’occasione per ribadire l’impegno mio e dell’intera Commissione  Pari Opportunità verso la realizzazione di iniziative che puntino a far comprendere come l’utilizzo dissennato e irresponsabile del telefonino, oltre al danno arrecato a chi ne è vittima, porti con sé risvolti penali".

"Soprattutto per il revenge porn, vale a dire la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, contro la volontà del partner, si rischia una pena da uno a sei anni e una multa da 5 a 15mila euro. Pena che potrebbe, addirittura, comprendere l’istigazione del suicidio qualora dalla pubblicazione del video o  immagini, dovessero derivare atti tragici - prosegue Portolani -. Questo quanto prevede il codice penale, ma personalmente credo che lo sforzo delle istituzioni debba puntare sull’educazione alla convivenza civile, al rispetto della persona, alla serietà dei comportamenti. E’ atteggiamento ignobile e meschino bullizzare una persona più debole, ma lo è ancor di più utilizzare lo strumento elettronico per amplificare in modo esponenziale il danno che si arreca. Credo che  non si possa tacere di fronte a questi fenomeni che le statistiche dicono in aumento e i dati sono allarmanti. Un dato per tutti, estrapolato da una ricerca effettuata su 6000 giovani di età compresa fra i 13 e i 23 anni, ben 6 giovani su 10 non si sentono sicuri on line".

Conclude Portolani: "Mi piacerebbe e di questo ne parlerò in Commissione, istituire un numero verde al quale possano rivolgersi tutti coloro che sono stati vittima di attacchi di bullismo, cyber bullismo e revenge porn. Un luogo dove trovare un minimo di serenità, comprensione e conforto. Il fenomeno, dicono le statistiche, purtroppo è in aumento, di qui la necessità di intervenire come istituzione".

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