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Nuova direzione per l'Irst di Meldola: "Sia il perno dell'oncologia romagnola"

Il parlamentare forlivese Marco Di Maio rivolge "un augurio non formale al dottor Tonini, cui spetta un compito importante e difficile

E' cominciato lunedì il mandato del nuovo direttore generale dell'Irst di Meldola, Marcello Tonini, che subentra nel ruolo a Mario Tubertini. In questa occasione il parlamentare forlivese Marco Di Maio rivolge "un augurio non formale al dottor Tonini, cui spetta un compito importante e difficile: consolidare una esperienza di assoluta eccellenza nel campo della ricerca e della cura oncologica, e lavorare per continuare a sviluppare l'attività dell'istituto sul solco della qualità".

Il deputato romagnolo, da sempre vicino e attento alle vicende che riguardano l'istituto meldolese e più in generale la sanità locale, coglie l'occasione anche per rivolgere pubbliche congratulazioni a "Dino Amadori e Mattia Altini confermati nel ruolo di direttore scientifico e direttore sanitario, nella certezza che sapranno continuare ad essere all'altezza dell'incarico ricoperto".

Il cambio di direzione è, però, anche la circostanza giusta per sviluppare alcune riflessioni sull'Irst e sulla sanità locale. "Vorrei rivolgere un ringraziamento al di fuori della formalità a Mario Tubertini - afferma ancora Di Maio - direttore generale dell'istituto in questi anni in cui a Meldola l'Irst ha conosciuto una crescita importante, grazie non solo a professionalità di altissimo livello, ma grazie anche ad una dirigenza all'altezza della sfida, coniugando l'eccellenza scientifica con la buona occupazione e un legame sempre più intenso con la comunità locale. Non vanno dimenticati l'ottenimento della qualifica di Irccs (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico) e la recente stabilizzazione di 46 lavoratori precari cui ne seguiranno altri. Risultati non scontati e che ribadiscono l'importanza della struttura meldolese nel contesto romagnolo e la qualità di chi ha diretto fin qui la struttura".

"L'istituto - prosegue il deputato - non è solo una eccellenza da declamare nei convegni ma, assieme al nostro ospedale Morgagni-Pierantoni, è il fiore all'occhiello della sanità forlivese e, aggiungerei, della sanità romagnola e regionale. Un peso che va ben rappresentato e fatto valere nei tavoli istituzionali preposti, per perseguire i tanti ambiziosi obiettivi che l'istituto ha di fronte: a cominciare da quello di divenire definitivamente il perno dell'oncologia romagnola. Obiettivi altrettanto ambiziosi devono essere perseguiti anche per il futuro del nostro ospedale, tanto più ora che ha preso avvio l'azienda sanitaria unica della Romagna dentro la quale il territorio forlivese ha bisogno di punti di riferimento certi, investimenti, garanzie: non tanto sulle nomine, che non spettano alla politica o ai partiti, ma sui servizi e sul presidio sanitario dei territori periferici e di quelli collinari, che è ciò che conta e sta a cuore davvero alle persone".

"Occorre - aggiunge Di Maio - lavorare in strettissima sintonia con i cittadini, con tutto il territorio, con i suoi rappresentanti istituzionali (dal locale al nazionale) e soprattutto con la rete del no-profit e del volontariato senza la quale l'Irst e la nostra sanità non sarebbero ai livelli odierni. Su questo terreno, oltre che su quello dello sviluppo della ricerca, si misurerà il successo dei prossimi anni dell'istituto meldolese, del suo gruppo dirigente e più in generale della nostra sanità".

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