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Nuovo carcere di Forlì, Ragni (FdI): "Ritardi insopportabili, governo si interessi del problema"

A sollevare la questione è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese di FdI Caterina Sforza

"Quella della mancata conclusione dei lavori del nuovo carcere di Forlì che dovrà sorgere nella frazione del Quattro, in un'area periferica tra la Cava, i Romiti e San Varano, e che nel crono-programma doveva essere consegnato alla città nel 2019, dopo un primo rinvio nel 2012, è un macroscopico esempio di 'una incompiuta all' italiana'. E la responsabilità dei ritardi si deve addossare tutta allo Stato (Ministero della Giustizia e Provveditorato alle Opere Pubbliche) essendo il tema fuori dal controllo degli enti locali, del Comune, che si trova ad essere il primo danneggiato, visto che la giunta Zattini ha già lanciato il piano di recupero della Rocca di Ravaldino non potendo disporre nella progettazione anche dell'area dell'antica piazza d'armi dove sorge il 'vecchio' carcere". A sollevare la questione è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese di FdI Caterina Sforza.

"Le sorti del nuovo carcere di Forlì sono impantanate in lunghissime querelle burocratico-amministrative - prosegue Ragni -. L'appalto dei lavori di costruzione della nuova palazzina di detenzione è stato impugnato al Tar e pende il giudizio al Consiglio di Stato. E lo stesso bando con relativi provvedimenti di aggiudicazione era stato annullato. Si parla di costruzione del nuovo carcere di Forlì fin dagli anni Novanta del secolo scorso. La prima pratica relativa al progetto del Quattro risale al 2003 e, dopo gli ultimi slittamenti e in attesa della soluzione delle controversie della giustizia amministrativa è prevista la conclusione dei lavori, con relativo trasferimento di 250 detenuti, nel 2024 o più realisticamente nel 2025".

"Chiediamo dunque al governo, che qualcuno ha definito “dei migliori” e in queste settimane alle prese con altre questioni legate alla giustizia, di dare prova della propria capacità provvedendo a prendere in carico il problema, accelerando, laddove possibile, le pratiche di propria competenza o comunque inserendo la questione fra le priorità - conclude il vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese di FdI Caterina Sforza -. Attendiamo un segnale preciso dal premier Draghi e dal ministro Cartabia. Il vecchio carcere di Forlì, con un preoccupante sovraffollamento ed una situazione strutturale critica, non è più idoneo ad una funzione che sin dall'origine doveva essere comunque provvisoria. La città non può attendere oltre".

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