Nuovo Dpcm, i dubbi di Vietina (Forza Italia): "Tutelare anche il primo anno delle superiori"

"Chiedo che il Ministro Speranza venga a riferire in aula rendendo chiari i parametri che hanno portato alle scelte fatte mercoledì". Così Simona Vietina, deputato di Forza Italia e sindaco di Tredozio.

"Dalla suddivisione in aree di ieri sera, con cui si è frammentato il Paese in tre parti, emergono incongruenze che ci lasciano molto perplessi. Prendo l’esempio della Campania: dopo settimane di notizie sempre più allarmanti, dopo la chiusura delle scuole imposta da De Luca contro tutto e tutti, ritroviamo la regione inserita nell’elenco dei territori ‘gialli’, ossia di minore rischio. Curiosamente il Governo giallo-rosso mette in lockdown ben tre regioni guidate dal centrodestra ma “grazia” la Campania guidata dall’amico De Luca. Chiedo che il Ministro Speranza venga a riferire in aula rendendo chiari i parametri che hanno portato alle scelte fatte mercoledì". Così Simona Vietina, deputato di Forza Italia e sindaco di Tredozio.

"È altrettanto - incalza la deputata azzurra - grave sentire sollevarsi dai banchi del PD voci che vorrebbero incolpare di questa situazione i governatori regionali o i cittadini: credo che chi siede nella Maggioranza mai come oggi dovrebbe riflettere sugli errori della gestione della seconda ondata e su quanto si sarebbe potuto fare prestando ascolto alle segnalazioni e proposte dell’Opposizione. Sostengo da aprile che i trasporti sarebbero stati un problema e che il tema si sarebbe dovuto affrontare per tempo: niente è stato fatto fino a quando non era già troppo tardi e oggi i ritardi e gli errori ricadono su chi, sul territorio, cerca di fare del proprio meglio di fronte alla rabbia montante dei cittadini”.

“Infine, mercoledì sera ho sentito il premier Giuseppe Conte sostenere che le prime classi delle medie devono continuare a frequentare la scuola in presenza anche nelle zone rosse. Concordo totalmente: è giusto tutelare i ragazzi e le ragazze che hanno appena iniziato un nuovo ciclo e conosciuto nuovi docenti. Ma questo deve valere anche per i ragazzi del primo anno degli istituti superiori, licei, tecnici e professionali: tre anni di differenza non giustificano un diverso trattamento. Parliamo di migliaia di studenti e studentesse approdati in un mondo nuovo che all’improvviso, a 14 anni e senza aver avuto ancora tempo di costruire una rete di relazioni in classe e con i docenti, si troveranno isolati e sulla soglia dell’adolescenza, periodo cruciale e complesso per lo sviluppo di ognuno”. 

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