Nuovo regolamento di Polizia urbana, duro attacco di Libera: "Vergognosa operazione di sciacallaggio"

Per Libera si tratta di "un attacco ai valori fondanti della nostra Costituzione basata sul rispetto, la garanzia dei diritti sociali, sulla intangibilità della dignità umana"

Il nuovo Regolamento di Polizia urbana e di Civile convivenza, approvato nella nottata tra lunedì e martedì dal Consiglio comunale di Forlì, non piace all'associazione Libera. Si tratta, affermano Franco Ronconi (referente dell'associazione Libera Forlì Cesena), Catia Fabbri (referente del Presidio Libera Placido Rizzotto di Forlì), Carlo Rondoni (referente del Presidio Libera Giuseppe Letizia di Forlimpopoli), Daniele Borghi (referente regionale Emilia Romagna dell’Associazione Libera) e Giuseppe De Marzo (responsabile nazionale di Libera per le politiche Sociali e Coordinatore Nazionale della Rete dei numeri pari) di "un attacco ai valori fondanti della nostra Costituzione basata sul rispetto, la garanzia dei diritti sociali, sulla intangibilità della dignità umana".

"E’ gravissimo che nella città medaglia d’argento della Resistenza si pensi di spostare la responsabilità, dettata dall’incapacità politica di garantire giustizia sociale, dignità, lavoro e sicurezza di tutti i cittadini, sui più poveri - viene evidenziato -. E’ un’operazione di sciacallaggio vergognosa, quella di trattare persone povere e impoverite da una crisi di cui non sono responsabili, nella maniera con cui tenta di fare questa Giunta. Giunta condizionata da forze politiche radicali, negazioniste, revisioniste, ideologicamente schierate, che ha respinto due emendamenti che proponevano, giustamente, di vietare l’utilizzo di spazi pubblici per finalità politiche a chi non accetta di riconoscersi nei valori Democratici e antifascisti della Costituzione. Falso e volutamente offensivo far passare il concetto che la colpa del tuo disagio è sempre di chi è più povero di te: un’ equazione improponibile".

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Proseguono da Libera: ""Di ghetti per accogliere la povera gente ne sono piene le città", scrive Elisa Sermarini su Left: viviamo in un paese in cui 18,6 milioni di persone sono a rischio esclusione sociale (e sono in aumento). “Decoro” è la parola che sovente ricorre tra le righe del regolamento, decoro in nome del quale si è deciso di rimuovere, di cacciare le persone in difficoltà sequestrando loro l’elemosina. Questo regolamento offende tutta la città di Forlì, la sua storia e per questo motivo chiediamo immediatamente un incontro con il Sindaco per farlo decadere, per respingerlo, riaffermando una volta in più quanto sia fondamentale attuare l’art. 3 della Costituzione. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso (37, 48, 51), di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Dunque compito dell’Istituzione è “rimuovere gli ostacoli”, non le persone".

 

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