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Nutri score e il fermo "no", da Bruxelles la voce di Pompignoli (Lega): "Giù le mani dalle nostre eccellenze"

La Lega continua ad opporsi risolutamente al nutri score, forte dello slittamento al secondo trimestre del 2023 della presentazione della proposta di regolamento sull’etichetta nutrizionale

L’asse leghista Emilia Romagna - Bruxelles del fermo “no” al nutri score è saldo. A ribadirlo l’eurodeputata Alessandra Basso, componente della Commissione per il mercato europeo e la protezione dei consumatori, e il consigliere regionale forlivese Massimiliano Pompignoli, presidente della Commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, nel corso dell’incontro che si è tenuto a latere della missione degli esponenti dell’Assemblea legislativa al Parlamento Europeo.

La Lega continua ad opporsi risolutamente al nutri score, forte dello slittamento al secondo trimestre del 2023 della presentazione della proposta di regolamento sull’etichetta nutrizionale: un rinvio che lascia il margine per virare su sistemi diversi di quello che assegna un colore in base al livello di zuccheri, grassi e sale.
"L'unico semaforo rosso a dovere scattare è per il nutri score – afferma Basso -. È folle proporre un sistema di etichettatura che possa bollare come sconsigliati il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano o il prosciutto di Parma e promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e additivi per esaltare il sapore. Si tratta di una classificazione cieca nei confronti della salute dei cittadini, perché premia i prodotti ultra processati e non tiene conto della provata salubrità dei prodotti del 'made in Italy', e di un vero e proprio oltraggio alla nostra produzione, riconosciuta in tutto il mondo come un’eccellenza”.

Dello stesso avviso il consigliere Pompignoli: "Sul nutri score la posizione della Lega è chiara e irremovibile. Non sosterremo mai un algoritmo che penalizza le nostre eccellenze agroalimentari e santifica alimenti poco salutari, di dubbia provenienza e ultra processati. Se dovessimo dar retta agli indicatori contenuti in questa pericolosa etichettatura i nostri prodotti di filiera, controllati, sicuri e di qualità, risulterebbero nocivi agli occhi del consumatore e passibili di sanzione. Quello del nutri score, dunque, è chiaramente un modello informativo e nutrizionale sbagliato e fuorviante, con grossi limiti e incongruenze che rischia di indurre i consumatori in valutazioni sbagliate".

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