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Offese dell'ex senatore Sauro Turroni, Articolo Uno: "Lungo e complesso il percorso culturale della parità"

"Le ingiurie sessiste che l’ex senatore dei Verdi Sauro Turroni ha consegnato ad un post sui social portano a riflettere su quanto sia ancora lungo e complesso il percorso culturale della parità", affermano da Articolo Uno attraverso una nota

"Le ingiurie sessiste che l’ex senatore dei Verdi Sauro Turroni ha consegnato ad un post sui social portano a riflettere su quanto sia ancora lungo e complesso il percorso culturale della parità". Articolo Uno Forlì interviene così sulla vicenda che ha visto l'esponente del movimento del sole che ride autore di un post su Facebook poi cancellato, nel quale ha definito “zoccole” quattro donne, tutte militanti in politica e nelle associazioni di matrice ambientalista, partecipanti ad un convegno virtuale. Nel postare le locandina dell'iniziativa politica sono arrivate le offese discriminatorie di Turroni, poi ritrattate con un post di scuse, in cui si imputa “ad un momento di stress” quell'intemperanza verbale.“

"Chi sostiene che la cultura non sia riformabile per legge dovrebbe evidenziare quali altri strumenti siano a disposizione per combattere gli elementi discriminatori ancora potenti e pervasivi, così presenti ed attuali da consentire ad un membro di trascorse legislature di ricorrere ad inqualificabili insulti misogini per risolvere il proprio arrogante disappunto davanti ad una banale contrarietà politica - commenta in una nota Articolo Uno -. Evidentemente saranno necessari altri ricambi generazionali per poter vedere il tempo in cui a nessun uomo irritato potranno emergere contumelie che segnalano il radicamento di un portato culturale sessista celato sotto una patina davvero troppo sottile di sensibilità democratica".

"Apprezziamo che anche l’assessore Cintorino abbia sottolineato la densa misoginia delle parole di Turroni e ci auguriamo che la sua consapevolezza della persistenza di una cultura discriminatoria le consenta nel contrasto dei più triti stereotipi un atteggiamento più attento di quello mostrato dal suo partito, che frequentemente legittima ruoli e discriminazioni di genere come “verità antropologiche”, argomento peraltro utilizzato anche dall’assessora quando, in nome della "famiglia tradizionale”, rifiutò fondi già stanziati ad un progetto contro la violenza di genere", conclude la nota.

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