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Oltre mille persone ad accogliere Bersani

"Sobrietà". Ecco cosa serve per portare l'Italia fuori da questa situazione. "La strada maestra sono le elezioni", afferma il segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani

"Sobrietà". Ecco cosa serve per portare l'Italia fuori da questa situazione. "La strada maestra sono le elezioni - afferma il segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, intervenuto lunedì sera alla Festa Democratica  della città di Forlì - con protagonisti nuovi e programmi nuovi i governi esteri ed i mercati sarebbero disposti ad aspettare". Il leader del Pd, davanti ad oltre mille persone ha ribadito: "Quando sarà il momento saremo pronti".

 

In un dialogo gestito dal giornalista del L'Espresso, Marco Damilano al quale hanno partecipato anche il segretario territoriale del Pd, Marco Di Maio ed il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, Bersani ha sottolineato, in una metafora ‘musicale', come "si decide lo spartito, poi il suonatore lo interpreterà". Quindi prima un programma "che comprende una decina di riforme, sulle quali essere d'accordo, 5 sulla democrazia e 5 sul sociale", poi la coalizione, "più ampia possibile, che, oltre alle forze di centro-sinistra (Idv, Sel, Psi), sia pronta a ragionare anche con quelle moderate". Prima di questo non si parla di primarie, di nomi, non si prendono decisioni. "Poi si sceglierà il migliore, con il metodo che sceglierà la coalizione".

 

Si parla anche di costi della politica, e dell'astensione del Pd dal voto sull'abolizione delle Province, perché, spiega Bersani, "non c'era una logica. Abbiamo presentato tanti emendamenti, a partire da quello sull'abolizione dei vitalizi per i parlamentari, ma tutti ci sono stati bocciati". Su questo punto interviene anche il sindaco Balzani, che d'accordo con il segretario del Pd, ribadisce che "3 Province in Romagna sono troppe, soprattutto quando i presidenti non riescono a mettersi d'accordo sulle decisioni fondamentali".

 

"Politica e società civile - invita Bersani - si prendano per mano. Ci vuole una riscossa civile, serve il collettivo, dopo tanto personalismo. Non dobbiamo solo mandare a casa Berlusconi, ma uscire dalla malattia, che è entrata un po' nelle case di tutti".

 


 

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