"Pandemia e democrazia": le riflessioni del consigliere comunale Giorgio Calderoni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Pandemia e democrazia: trovo non casuale che all’origine etimologica di questi due termini ci sia in greco la stessa parola “popolo”.
Ciò mi rafforza nell’idea che in questi momenti assai difficili, oltre a sforzarci tutti di contribuire a superare l’emergenza sanitaria ed economica, non possiamo non occuparci anche del presente e del futuro della nostra vita democratica.

E trovo altrettanto non casuale che mercoledì scorso 25 marzo i principali quotidiani nazionali abbiano pubblicato simultaneamente (nelle rispettive pagine degli interni e degli esteri) queste due notizie: in Italia, un gruppo di intellettuali di area liberale (primo firmatario l’ex Presidente del Senato Marcello Pera) ha sottoscritto un appello (principale destinatario: il Presidente Mattarella) perché la pandemia non metta “in quarantena la democrazia”, chiedendo “che il Parlamento si riunisca ad oltranza per svolgere la sua funzione di controllo”.

In Ungheria, il premier Victor Orbàn (teorico della “democrazia illiberale”) ha presentato un disegno di legge, definito dal Corriere della Sera “una delega in bianco al premier a governare a tempo indeterminato senza il controllo del Parlamento e i contrappesi istituzionali”. Significativamente, del resto, lo stesso Orbàn si è rivolto ai deputati dell’opposizione con queste parole: “il potere di controllo del Parlamento è quello della sua maggioranza e risolveremo questa crisi con o senza di voi”.

Vi è, poi, un’altra preoccupante norma di questa proposta di legge speciale (introduzione della pena sino a 5 anni per chi diffonde notizie false), a proposito della quale l’Istituto Internazionale per la Stampa di Vienna ha parlato di “nuovo passo verso il totale controllo dell’informazione e l’ulteriore soppressione della libertà di stampa”.

Dunque, la differenza tra una concezione liberale e illiberale della democrazia sta esattamente nel “come” la crisi viene governata a livello internazionale/nazionale/locale e nelle differenti vie che saranno scelte e perseguite per cercare di uscirne e imboccare così una difficile, lenta e forse incompleta normalizzazione: di più, qui sta il punto di tenuta o viceversa di crisi della nostra democrazia. 

Giorgio Calderoni, Gruppo consiliare “Forlì e Co.” al Comune di Forlì.

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