Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Parco commerciale di Pieve Acquedotto, i Verdi: "Non è vero che la destra era contro, si astenne benevolmente"

E sulla promessa dei nuovi posti di lavoro, per Ronchi, "nella migliore delle ipotesi purtroppo si sposterà occupazione e sostentamento dalle realtà esistenti a quelle in costruzione, in un continuo gioco al ribasso che impoverisce tutti"

"Ci hanno sorpreso le dichiarazioni entusiastiche dell’Assessore Mezzacapo che contemporaneamente afferma che l’attuale maggioranza era contraria al POC del 2017 che previde i nuovi 97 supermercati e che il progetto del nuovo centro commerciale è buona cosa perché crea posti di lavoro per i giovani. Se quest’ultima dichiarazione fosse vera e non la solita giustificazione ottimistica che non va mai in porto, come mai non ha fatto sapere ai cittadini dell’approvazione di questo splendido progetto? Perché, prima del comunicato dei Verdi, il tutto è stato fatto in un contorno di insolito silenzio?": è la replica che arriva da Alessandro Ronchi al vicesindaco Daniele Mezzacapo che ha dettagliato le autorizzazioni urbanistiche concesse a 'Forlì Nord' di Cia-Conad sul nuovo parco commerciale di Pieve Acquedotto per circa 13mila metri quadri di superficie di vendita, ormai pronto a partire.

Ronchi in particolare contraddice il vicesindaco: "Spiace inoltre dover contraddire Mezzacapo: non è vero che l’attuale maggioranza votò contro alla delibera urbanistica 122 del 2017. La delibera fu approvata con 15 voti favorevoli, 3 astenuti (Burnacci e Biondi e Casara) e solo 3 contrari (Paolo Bertaccini, Benini e Vergini). Mezzacapo ad un certo punto del Consiglio si assentò e non partecipò al voto, nonostante l’enorme importanza dell’atto: in realtà come risultò dal dibattito su questa colata di cemento anche la destra era sostanzialmente d’accordo e si astenne benevolmente”. Ed ancora: "Dall’insediamento della nuova maggioranza nulla è stato fatto per cambiare le previsioni del 2017, già allora figlie di una visione distorta ed antiquata dell’uso del territorio, e nonostante la crisi delle attività commerciali esistenti dovuta alla pandemia non è stato fatto nulla per fermare almeno temporaneamente i nuovi capannoni, che i cittadini vedono crescere come funghi sul territorio".

E sulla promessa dei nuovi posti di lavoro, per Ronchi, "nella migliore delle ipotesi purtroppo si sposterà occupazione e sostentamento dalle realtà esistenti a quelle in costruzione, in un continuo gioco al ribasso che impoverisce tutti. Quanto agli oneri già versati ci permettiamo di sollevare qualche dubbio, in particolare per quanto riguarda le urbanizzazioni secondarie, che solitamente servono per fare scuole, parchi e simili.  Il PUA non contempla opere di questo tipo mentre gran parte dell’area a verde viene monetizzata.  Però le determine dichiarano che gli oneri di urbanizzazione secondaria sono scomputati totalmente, che significa che il titolare del permesso di costruire si obbliga a realizzarle direttamente. Sarebbe il caso che l’assessore chiarisse meglio questo aspetto", conclude Alessandro Ronchi, portavoce provinciale Verdi.

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