"Partigiani furono tutti i combattenti della Resistenza. Da qui le origini della Repubblica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Evidentemente molti, anche tra i consiglieri, non sanno che "partigiano" fu genericamente utilizzato per definire tutti i combattenti della Resistenza e che nella Resistenza vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana. L'Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al Comitato di Liberazione Nazionale, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo.

Il movimento della Resistenza –inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazifascista – fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici, in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra. 

Ciò che più contraddistingueva un partigiano dagli altri era la sua natura territoriale, legata alla difesa di un'area geografica coincidente con l'area culturale di appartenenza. Praticamente molti dei sovranisti di oggi erano allora partigiani. Oggigiorno le parole squallide e profondamente ignoranti di un misero consigliere comunale che persino la Lega allontana, offendono ancor più profondamente la storia di tutta la nostra città, decorata al valor militare per la guerra di Liberazione e la Resistenza e stridono con "il contributo di caduti e martiri civili, con le sofferenze e le distruzioni subite dalle genti forlivesi nella loro ostinata opposizione alla sopraffazione nemica, testimonianza della loro assoluta dedizione ai più alti ideali di patria, libertà e giustizia".

Se guardiamo intorno a noi scopriamo facilmente cosa significa essere antifascisti oggi, ed esserlo profondamente; ma soprattutto scopriamo di avere bisogno di festeggiare ancora il 25 aprile come memoria storica, per ridare voce e solidarietà nel futuro ai popoli che alzano la testa e che ogni giorno lottano per dimostrare ancora una volta che uniti siamo una forza incredibile e che possiamo vincere anche quando i nostri antagonisti sembrano potentissimi e sono determinati a toglierci tutto. Per questo pensiamo che questo 25 Aprile debba esser per noi partigiani e partigiane momento di riflessione anche sul "mes" e su come i potenti cercheranno di toglierci gli ultimi diritti umani, ambientali e dei lavoratori che ancora possiamo difendere. Prima che sia troppo tardi. Viva il 25 aprile, Viva la Liberazione".

Valentina Rossi, Potere al Popolo
 

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