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Pasini (Udc): "Fermiamo trasferimento di Anatomia Patologica"

“Fermiamo il prospettato trasferimento delle Unità Operative di Anatomia Patologica di Forlì Cesena, Ravenna, Rimini, in un'unica sede a Pievesestina di Cesena”. E' questo l'allarme dell'UDC

“Fermiamo il prospettato trasferimento delle Unità Operative di Anatomia Patologica di Forlì Cesena, Ravenna, Rimini, in un'unica sede a Pievesestina di Cesena”. E' questo l'allarme che viene lanciato dal consigliere comunale e segretario provinciale dell'UDC Andrea Pasini, preoccupazione supportata dalla lettera – documento sottoscritta dall'83% degli operatori, medici, biologi e tecnici, delle Unità Operative di Patologia Anatomica.

“Non c'è dubbio – insiste Pasini – che le Unità   di cui si parla debbano restare nel contesto delle strutture ospedaliere, pena una minore qualità degli interventi e maggiori rischi per la salute del paziente, come sottolineano a chiare lettere i firmatari della lettera – documento in cui si denuncia il tentativo di trasferimento, già ipotizzato dalla Regione, fin dal 2006, quando si è andato a creare il Polo di Pievesestina “Laboratorio Analisi e Trasfusionale”.

"Il trasferimento – continua Pasini – dovrebbe avvenire nei locali della struttura definita “Magazzino Farmaceutico ed Economale di Area Vasta Romagnola” situato in viale Primo Maggio n. 260 di Pievesestina, edificio B, di mq. 10.120  suddiviso in 7.170 mq. di magazzino e 2.950 mq. di uffici. L'immobile attualmente è di proprietà dell'Immobiliare Cesena Nord srl ed è stato locato alle quattro Ausl della Romagna per 1 milione 405.235 euro l'anno, il cui costo dovrebbe essere ripartito in base ai consumi di ciascuna azienda, anche se è ammesso il dubbio che sia, invece, ripartito per un quarto a testa".

"Ma cosa grave – sottolinea Pasini – è che questi spazi sono ad oggi in gran parte inutilizzati e si paga il canone dal 2007. Non solo, ma l'area che era destinata ad uffici, per essere utilizzata a laboratorio, necessità di interventi di trasformazione, arredi, modifiche strutturali che hanno un costo elevato. Il paradosso, a fronte di questi dati, è che il trasferimento delle Unità Operative di Anatomia Patologica viene proposto 'per ridurre i costi'. Credo, inoltre, valga la pena ricordare come il budget annuo di un laboratorio di Anatomia Patologica si aggiri sui 250 – 300.000 mila euro (escluso il personale), quindi molto meno rispetto ad altre unità  operative".

"Non si venga, poi, a dire che l'idea del trasferimento avviene per motivi di spazio, poiché al Morgagni Pierantoni, ad esempio, ci sono aree sovradimensionate a disposizione degli indispensabili archivi, dove vengono classificati e custoditi, i 'vetrini' per tutta la vita, 'reperti anatomici' per 10 anni, le autopsie per due anni. Oltre al problema di sostanza – ribadisce Pasini – c'è poi anche una questione di metodo. Non si è mai arrivati, da parte delle Direzioni generali, ad un confronto con i patologi, che possono contare anche sul parere contrario della Direzione Tecnico- Scientifica del Collegio dei Primari".

"Infine – conclude Pasini – ci sono due punti che meritano attenzione. Primo. I rischi collegati al trasporto dei campioni da analizzare, quasi sempre unici ed irripetibili (come sottolineano i primari nella loro lettera – documento). Secondo. Gli standard imposti dalla spending review, in riferimento ad ogni singola disciplina medica, indicano specialità per specialità,  il bacino di utenza che va da un minimo di 150.000 abitanti ad un massimo di 300.000. Bene le Unità Operative di  Anatomia Patologica delle tre province, Forlì Cesena, Ravenna e Rimini, rientrano pienamente nei limiti”.

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