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Pasini (Udc): "Follia aumentare l'Iva alle cooperative sociali"

Non ha dubbi il consigliere comunale e segretario provinciale Udc, Andrea Pasini che prende decisamente posizione contro una normativa che penalizzerebbe in modo grave le cooperative sociali.

“Pensare di alzare dal prossimo anno l'aliquota Iva dal 4al 10% per  asili, ospizi e RSA, assistenza domiciliare, comunità per minori, centri per disabili ecc. gestiti dalle cooperative sociali è azione dissennata e controproducente. Occorre, pertanto, che si riveda immediatamente quanto sancito dalla legge di stabilità 2013, che prevede questo aumento assurdo”. Non ha dubbi il consigliere comunale e segretario provinciale Udc, Andrea Pasini che prende decisamente posizione contro una normativa che penalizzerebbe in modo grave le cooperative sociali.

“E' sufficiente analizzare i dati relativi all'attività svolta a favore dei meno abbienti per capire che un aumento dell'Iva  del 150% è assurdo e gravido di ripercussioni negative. In Italia – spiega Pasini –  sono quasi 12 mila le cooperative sociali con una occupazione di oltre 380.000 persone, in grado di fornire servizi a 6 milioni di cittadini. Realtà che, proprio in questo ultimi anni di crisi economica hanno saputo far fronte e garantire il welfare territoriale e livelli accettabili di assistenza a chi altrimenti non l'avrebbe avuta. Non meno importanti i dati relativi al nostro territorio provinciale dove sono attive 120 cooperative sociali aderenti alle Centrali Cooperative AGCI, Confcooperative e Legacoop che danno lavoro a 4200 dipendenti, di cui 3000 soci".

"Basti pensare – insiste Pasini – che i dati ufficiali sottolineano come siano quasi 8 milioni le persone che ogni giorno si rivolgono alle Cooperative sociali che costituiscono un vero “motore di sviluppo” del welfare sociale. Eppure su questo comparto pende la spada di un provvedimento pensato dal governo per far cassa, ma che paradossalmente non produrrà alcun effetto benefico per l'erario, ma inciderà negativamente sui bilanci delle cooperative, che ipotizzano un possibile taglio di oltre 43 mila posti di lavoro, con conseguente riduzione dei servizi per  500 mila persone, tagliando così i servizi di inclusione sociale proprio alle fasce più deboli della popolazione".

"Ecco perchè - conclude Pasini - concordo con quanto espresso dal Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, quando ha dichiarato “le richieste della cooperazione sociale sull’Iva non solo sono sensate, ma anche legittime”, in quanto legate ad una visione dell’economia e della società, che non rappresentano certo un retaggio del passato, ma un elemento protagonista del nostro futuro”. Occorre un impegno “trasversale”, al fine di rivedere questo provvedimento scellerato, a tal proposito presenterò in consiglio comunale un’ordine del giorno".

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