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Pasini (Udc): "Zauli di Dovadola sempre più in difficoltà"

E' molto critico sulla vicenda Ipab "Zauli" il consigliere comunale e segretario provinciale UDC Andrea Pasini che si pone una serie di domande

“La posizione dell'Ipab Zauli di Dovadola è oggi sottoposta ad analisi da parte delle istituzioni. Da tempo ho fatto presente le gravi difficoltà in cui versa la struttura, ma sono state parole al vento. Il Sindaco Gabriele Zelli prende ora in mano la questione, quando i tempi di intervento sono assolutamente stretti”.

E' molto critico sulla vicenda Ipab “Zauli” il consigliere comunale e segretario provinciale UDC Andrea Pasini che si domanda “In presenza di una  situazione a quanto pare fuori controllo chi deve prendere in mano il timone? La regione, i sindaci dei comuni che fanno parte dell'ASP Distrettuale, il presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria, i presidenti dei consigli di amministrazione, gli ospiti e le loro famiglie? A chi dovranno essere addebitate le responsabilità ai vari livelli?”

“Si parla di un “buco” di quasi 850 mila euro ed una rimessa futura della struttura che si aggira sui 400 mila euro annui. Chi ripianerà questo deficit e, domanda ancor più pesante, queste strutture saranno, poi, in grado di camminare con le proprie gambe o avranno ancora bisogno di sostegno? Non c'è dubbio che una soluzione vada trovata anche per mettere fine a spese notevoli e accessorie, mi riferisco alle competenze e alle varie parcelle degli studi professionali (si parla di 400.000) che stanno assistendo le amministrazioni che, nel tempo, si sono succedute in questa partita.”, ed ad un Costo di Commissariamento Ingente (circa 100.000)”.

Dice Pasini: “Siamo sicuri che non Crolli il Castello, ovvero che vengano portate al collasso, anche le altre strutture, facenti parte dell’Asp Distrettuale, già in sofferenza economica!! Inoltre, si riusciranno a garantire i posti di lavoro, degli attuali  dipendenti che stanno subendo questa situazione a dir poco allarmante??  In attesa di risposte Pasini prone alcune soluzioni. E' necessaria una rivisitazione della legge che regola  il comparto  e soprattutto delle politiche connesse (anziani, autosufficenza, infanzia, tempo libero) per pensare anche ad altri servizi, ma soprattutto per  ridurre la domanda sociosanitaria”.

“Mi riferisco – insiste Pasini – a  politiche, interventi e progetti che possano aumentare il periodo di autonomia degli anziani. Politiche, interventi e progetti che possono ridurre la cronicizzazione di certi disagi e di certe patologie e nello stesso tempo far sì che gli anziani  rimangano in famiglia e nel loro ambiente il più a lungo possibile. Capisco che questo non sarà attuabile a breve termine, ma non abbiamo alternative. Non ci sono più soldi e ce ne saranno sempre meno: occorre quindi ripensare le politiche di cui sopra e di conseguenza il nostro modo di vivere la città e le relazioni. Occorrerà fare rete e sistema con chi per mandato (comuni) o scelta (associazioni di volontariato e cooperative) gestisce servizi e si occupa degli altri e del bene comune”

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