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Patto tra i sindaci, Di Maio (Pd): "Dal campanilismo alla cooperazione"

"L'impegno dei 15 sindaci del territorio forlivese a lavorare insieme per semplificare l'organizzazione della pubblica amministrazione nella nostra comunità, rappresenta un passo in avanti fondamentale"

L'impegno dei 15 sindaci del territorio forlivese a lavorare insieme per semplificare l'organizzazione della pubblica amministrazione nella nostra comunità, rappresenta un passo in avanti fondamentale. Una dichiarazione di intenti trasversale sul territorio e nell'appartenenza politica, che conferma quanto sosteniamo da tempo: l'epoca dei campanili deve essere archiviata per lasciare spazio ad un nuovo modo di interpretare il governo del territorio. Nel territorio forlivese come nel resto della Romagna”, dichiara Marco di Maio, segretario territoriale del Pd forlivese.

“Associare le funzioni, accorpare i servizi, ottimizzare la gestione dei denari pubblici (sempre più scarsi) e delle risorse umane che sono a disposizione, è l'unica strada per alleggerire il peso dei costi di gestione sui bilanci degli enti locali e che consente di mantenere l'alto livello della qualità dei servizi di cui possiamo beneficiare come cittadini nel nostro territorio.  - continua - In una fase in cui, per le straordinarie difficoltà in cui si trovano famiglie e imprese, ogni euro risparmiato e speso meglio, ha un valore inestimabile. È un processo che nasce per cercare di ridurre il peso delle tasse locali sui cittadini e sulle imprese, ma che guarda oltre. Guarda alla consapevolezza che la macchina pubblica deve alleggerire il proprio peso sui cittadini e deve contribuire in maniera determinante al risanamento del deficit dello Stato, a quella montagna di debito pubblico che pesa come un macigno sul futuro del nostro territorio e che si è accumulata negli anni proprio per le non scelte compiute dal sistema pubblico. Oggi ci viene presentato un conto salatissimo, che impone un cambio di visione, che a livello forlivese stiamo promuovendo e sostenendo con convinzione”.

“In attesa che anche la politica nazionale, a cominciare dal Governo, traduca gli annunci in azioni, il caso forlivese si pone come un esempio di cui va dato merito a tutti i sindaci (a prescindere dalla loro appartenenza politica) della nostra comunità e alla Provincia, che ha creato negli anni le condizioni affinché oggi questo processo di aggregazione possa cominciare. È l'inizio di una nuova fase nell'Amministrazione del territorio: quella che sancisce il passaggio dal campanilismo alla cooperazione”, conclude.
 

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