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Bianconi (PdL): "Maltoni vuole promuovere o rimuovere Balzani?"

Nonostante le temperature torride, la politica forlivese si agita. Le senatrice PdL Bianconi ha colto al balzo le parole di un'intervista rilasciata ad un quotidiano locale dall'ex assessore della Margherita Pier Luigi Maltoni

Nonostante le temperature torride, la politica forlivese si agita. Tanto che questa volta a muoversi con un comunicato è la senatrice del PdL Laura Bianconi. Le senatrice ha colto al balzo le parole di un'intervista rilasciata ad un quotidiano locale dall'ex assessore della Margherita Pier Luigi Maltoni, responsabile della viabilità nella giunta Rusticali. Maltoni, appartenente all'area renziana del Pd ha spiegato di vedere bene una “promozione” del sindaco Balzani a consigliere o assessore regionale o deputato europeo. Parole che sono suonate molto come “promuovere per rimuovere”, provenienti però da un'ala del partito in teoria vicina al sindaco.

Gira il coltello nella piaga la senatrice Bianconi: “Premesso che non spetta a me sostenere o difendere un’eventuale ricandidatura dell’attuale sindaco di Forlì, e che sarò sempre e comunque antagonista a qualunque candidato espresso dalla sinistra, leggendo le dichiarazioni dell’ex assessore Pierluigi Maltoni non posso non evidenziare un vizio di fondo che non può più fare parte del modo di agire di un partito, qualunque esso sia. Innanzi tutto – continua Bianconi – delle due l’una: o Balzani ha governato bene (ed è quello che dice Maltoni), e allora non c’è bisogno di mettere in discussione la sua riconferma, o Balzani ha governato male (come pensiamo noi del Pdl), e allora è veramente fuori luogo pensare di toglierlo di mezzo collocandolo come risarcimento o premio di consolazione in istituzioni di maggiore importanza e prestigio”.

E prosegue: “Nulla di strano, per carità, e soprattutto nulla di nuovo, visto che questa è sempre stata un’antica e collaudata pratica della sinistra. Ciò che stupisce è che mentre prima queste cose si decidevano nel chiuso delle segreterie di partito, adesso vengano serenamente espresse senza infingimenti. Ma ciò che a mio parere è ancora più grave è il non comprendere che non è più tempo di utilizzare i diversi ambiti istituzionali come luoghi di compensazione delle diatribe interne di partito. Le ultime elezioni politiche lo hanno dimostrato chiaramente: gli elettori, pretendono (giustamente) di essere rappresentati da persone che considerano la politica come un servizio per la comunità, e questo deve essere il criterio con cui si selezionano i candidati. Diversamente non solo i cittadini non capirebbero, ma si alimenterebbe ancora di più il partito del non-voto e dell’antipolitica”.

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