Periferie, il Pd e Forlì e Co contro la riforma: "Quartieri tagliati come lembi da buttare". Chiesto un Consiglio straordinario

Dall'opposizione attaccano l'esponente della giunta Zattini: "Sbatte le porte in faccia ai 5 coordinatori di zona, che pochi giorni fa – unitariamente – avevano richiesto maggiore coinvolgimento e condivisione"

"Siamo amareggiati". Intervengono così i Gruppo consiliari Pd e Forlì&Co in merito alla proposta di riforma dei quartieri presentata dall'assessore Andrea Cintorino. Dall'opposizione attaccano l'esponente della giunta Zattini: "Sbatte le porte in faccia ai 5 coordinatori di zona, che pochi giorni fa – unitariamente – avevano richiesto maggiore coinvolgimento e condivisione; la proposta unilaterale e solitaria di Cintorino di oggi è il triste epilogo di un percorso che fin da luglio è apparso rocambolesco, frutto di una gestione politica arida, autoreferenziale e incurante della partecipazione civica".

"Il regolamento dei quartieri attualmente vigente – spiegano - è stato rinnegato e affossato a partire da luglio, quando una comunicazione del sindaco e dell'assessore Cintorino ai 41 quartieri preannunciava il loro scioglimento, sancendo di fatto la loro inutilità, solo pochi mesi dopo che l'Amministrazione aveva chiesto ai quartieri il sostegno per la distribuzione dei presidi di protezione individuale, e per fornire ai cittadini importanti informazioni di necessaria utilità sull'epidemia in corso".

"Ci siamo fortemente impegnati perché si seguisse la strada del confronto, da ultimo chiedendo almeno la convocazione di una Assemblea della Partecipazione - composta dai membri dei comitati di quartiere - mai organizzata. L’Assessore ha ripiegato su cinque mini-incontri - spezzettando il confronto - durante i quali non ha mai presentato una proposta scritta, lasciando sin qui nell'incertezza i quartieri a pochi giorni dalla scadenza".     

"Alla stessa minoranza in Consiglio comunale non è pervenuta nessuna proposta di nuovo regolamento fino a giovedi, quando l'assessore ha inviato un documento generico, privo di cartografia, dove i quartieri vengono dimezzati da 41 a 22 con la solerzia della sarta che taglia lembi che non servono e la pretesa di approvare a scatola chiusa nel primo consiglio utile; un documento che, inoltre, demanda alla Giunta la definizione delle competenze e funzioni dei nuovi quartieri, avocando a sé competenze del Consiglio comunale"  

"Come PD e Forli&Co. abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario sul tema dei Quartieri, ancor più necessario alla luce della mancanza totale di rispetto istituzionale mostrata dall'Assessora, nel quale si entri, per una volta, con attenzione e rispetto, nel merito del futuro del decentramento della nostra città - aggiungono -. A nostro avviso, infatti, potenziare i quartieri, dotandoli di maggiori fondi e competenze e trovare soluzioni anche inedite per aumentare la partecipazione dei cittadini, è giusto e doveroso, ma nulla può venire dall'assenza di confronto".

"Per la grande storia della partecipazione a Forlì, (alcuni quartieri sono stati costituiti negli anni 60’), non accetteremo che i quartieri vengano depotenziati, accorpati e sviliti e che venga, con un colpo di mano, stravolta la loro natura democratica, apolitica e di rappresentanza territoriale, proprio in un momento in cui la vicinanza e la solidarietà tra cittadini dovrebbero essere promosse e ancor più sostenute", concludono.

La Lega

“È davvero un peccato che i consiglieri del partito democratico e quelli di Forlì & co non condividano il percorso evolutivo e il miglioramento, in termini di risorse, sedi e funzioni, dei nostri quartieri - replicano i consiglieri della Lega - Ancora una volta gli esponenti dei gruppi di minoranza sono scivolati nella polemica e nell’offesa, perdendo l’ennesima occasione per dimostrarsi costruttivi dal punto di vista della collaborazione politico-istituzionale. Il testo presentato dall’Assessore al decentramento Andrea Cintorino, frutto di un lungo percorso partecipativo e di numerosi incontri pubblici ai quali ci risulta che gli stessi consiglieri di minoranza non abbiano mai preso parte, non solo raccoglie l’eredità di un approccio organizzativo che andava aggiornato, per certi versi svecchiato e rimodellato sulla base delle nuove esigenze dei nostri territori e dei mutamenti che sono intercorsi negli ultimi cinque anni, ma costruisce una geografia dei quartieri più dinamica, efficace ed efficiente dotando i coordinatori di zona e gli stessi comitati di maggiori strumenti e risorse. Un maggior numero di quartieri non ne implica necessariamente un migliore funzionamento. Tutt'altro. Le stesse elezioni, che nell'ultima tornata hanno ‘conquistato’ un misero 5% degli aventi diritto, meritavano una riflessione. Gli accorpamenti che sono stati effettuati e la riformulazione delle macroaree sono il frutto di un lavoro attento e rispondente a nuovi equilibri, teso a eliminarne le criticità e svilupparne le potenzialità. Non vorremmo che la stizza del Pd e dei colleghi di Forlì & co fosse dovuta a una spiacevole frustrazione politica e alla pochezza di contenuti che tendono a riservare al dibattito cittadino”. 

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