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Peruzzini (Forlì SiCura) attacca Drei: "La tentazione di mandare tutti a quel paese è forte"

"La tentazione di mandare tutti a quel paese è forte, ma poi a che serve? - si interroga Peruzzini -. Fare la cosa giusta non è semplice"

Giovedì è stato approvato in consiglio comunale il rendiconto 2017 dell'amministrazione comunale con i voti della maggioranza. Forlì SiCura, con i consiglieri Mario Peruzzini e Tatiana Gentilini, ha deciso di astenersi. E Peruzzini non lesina critiche: "Il 26 aprile ha tracciato una linea indelebile su alleanze usurate. Un partito distratto, confuso proteso a leccarsi le ferite elettorali ma tronfio della sua ormai risicata maggioranza consiliare. Una pseudo civica dove si celano microrganismi di partiti tra nostalgici, scomparsi e qualche vecchio soldato convinto che la guerra dipenda da lui, incapace di rassegnarsi al fallimento di consensi, affannato nella disperata ricerca di “amici o amiche” abiurando ideali nel peregrino tentativo di “continuare a galleggiare”, per poi attaccarsi a qualche barcone di comodo. Questa la presunta maggioranza, condita anche da un annoiato esiliato che continua a votare come i suoi ex compagni, più per induzione che per convinzione. Siamo al liberi tutti; tutti liberi da relazioni forzate e dalla condizione di sostenere progetti reciproci". 

"Drei fatica a trovare lembi di tempo per dialogare con noi, preso dalla fitta agenda di rincorsa ad apparire e presenziare qualsiasi cosa - attacca Peruzzini -. Vigile solo al Pd che vorrebbe gestire la partita da solo, tant’è che poco prima di quel Consiglio, Drei si incontra e dialoga solo con loro. Queste sono le sue priorità. Oggi di comune, in comune, non c’è più nulla. Drei in consiglio non ci ha rassicurato, anzi, per la sicurezza dei cittadini non è una sua priorità, ancora promesse: “alla prossima variazione di bilancio” “con i proventi delle concessioni edilizie”. Dimentica le intese; la sicurezza dei cittadini era una necessità e ripartiva con questi avanzi". 

"La tentazione di mandare tutti a quel paese è forte, ma poi a che serve? - si interroga Peruzzini -. Fare la cosa giusta non è semplice, si deve puntare al risultato, portare a casa il meglio che puoi per la città. Loro sono sempre loro, quelli dell’incoerenza, degli amici di comodo ed amori combinati; vanno avanti noncuranti di una città sofferente, presi da malcelati interessi di partito e di ricollocamento, di amici e compari. Siamo in ballo e balliamo fino in fondo. Cambiare si può, le condizioni per rilanciare una città imballata da burocrazia e progetti inutili si stanno realizzando, ma lo possono fare solo i cittadini, a maggio del prossimo anno". 

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