Petroni (Fli): "Il Comune azzeri i Cda delle società controllate"

Il nostro Comune crediamo che, nonostante gli sforzi fatti in termini di riduzione degli stipendi dei componenti CDA di alcune società e dei rispettivi collegi dei revisori, non abbia completato a dovere un processo timidamente intrapreso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

“La politica dei tagli agli enti locali anche e soprattutto conseguente alla  recente manovra finanziaria è diventata la giustificazione “regina” ad ogni criticità organizzativa e funzionale degli apparati Regionali, Provinciali e soprattutto Comunali. Riteniamo semplicistico e demagogico ricondurre malfunzionamenti o inefficienze nei servizi  solo alla riduzione di risorse e - dice Elisa Petroni, coordinatrice Provinciale di Fli Forlì – Cesena, -  che anche laddove vi sia un simile collegamento riteniamo pur sempre doveroso focalizzare prima di tutto l’attenzione sui costi sforzandoci al massimo per ridurli! La generale situazione di criticità economico-finanziaria dovrebbe indurre ad un responsabile e diffuso contenimento delle spese inutili e improduttive ristabilendo, anche e soprattutto in maniera condivisa da tutte le forze politiche, una gerarchia delle priorità”.

“Noi crediamo che si possa, anzi si debba, intervenire implementando azioni di snellimento degli apparati pubblici e di sburocratizzazione delle procedure riducendo, se non addirittura azzerando, i costi degli organi amministrativi (CDA) delle aziende pubbliche e partecipate. I comuni e i rispettivi consigli Comunali  pur rimanendo nei limiti delle normative vigenti hanno la possibilità di intervenire autonomamente sulla struttura delle municipalizzate arrivando fin’anche a conferire la gestione delle stesse ad organo monocratico (amministratore unico)”, prosegue Petroni.

“Cita infatti La legge n.122 del 2010 all’art. 6 comma 5 :“tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato, provvedono all’adeguamento dei rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, ove non già costituiti in forma monocratica, nonché il collegio dei revisori, siano costituiti da un numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre componenti”.

“Crediamo che gesti come questo servano, non solo a  risparmiare in strutture  gestionali e burocratiche superflue (Testimone al riguardo la normativa Nazionale che dal 1990 ad oggi mai si è sottratta dall’intervenire sui contenimenti della spesa pubblica riducendo la diffusione su scala delle società controllate da enti pubblici) ma servano a fornire  risorse da investire per rimettere in moto le economie locali  e servano anche come  atti simbolici di buona gestione della cosa pubblica che, non dobbiamo nasconderlo, ora più che mai permetterebbero di

“Il nostro Comune crediamo che, nonostante gli sforzi fatti in termini di riduzione degli stipendi dei componenti CDA di alcune società e dei rispettivi collegi dei revisori, non abbia completato a dovere un processo timidamente intrapreso. Ad oggi LIVIA TELLUS SPA, holding al 100% Comunale, gestita da amministratore unico e  senza compenso, gestisce al 100% Forlì Città solare s.r.l. e FORLIFARMA S.p.A. E, ad oggi, ci risulta che anche se la prima si sia dotata di un solo  amministratore unico e relativo collegio sindacale la seconda possieda ancora un intero CDA. Aspettiamo fiduciosi il  completamento definitivo del processo di azzeramento di simili CDA (Consigli di amministrazione)”, conclude Petroni.

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