Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Stop ai diesel Euro 4, la Lega: "Serve più flessibilità. E' una mannaia per le fasce più deboli"

Pompignoli chiede inoltre di "adottare una politica ambientale meno inibitoria per la circolazione e una più ampia nell'incentivazione al ricambio dei veicoli"

"Escludere dai divieti previsti dal Pair 2020 tutti i Comuni classificati come montani per andare incontro alle molte realtà dove stufe a legna e camini, pur in presenza di diversi sistemi di riscaldamento, rappresentano la fonte principale di riscaldamento domestico". E' quello che chiede con una risoluzione il gruppo regionale della Lega nord. Nell'atto d'indirizzo, a prima firma del forlivese Massimiliano Pompignoli, i leghisti sottolineano come "il divieto di utilizzo di biomasse legnose per il riscaldamento domestico abbia sollevato le rimostranze, tra gli altri, dei sindaci dei Comuni della fascia collinare sotto i 300 metri di altitudine, oggetto della direttiva regionale, che hanno evidenziato l'uso quotidiano, nelle zone di montagna, di legna da ardere per l'alimentazione di stufe e caminetti e l'irrilevanza, dal punto di vista dell'apporto di inquinanti, di questi piccoli centri abitati".

Non solo: i consiglieri rimarcano come sia "altrettanto discutibile, in tutti Comuni interessati dal provvedimento, il divieto di utilizzo, se occasionale, del proprio caminetto o focolare aperto per fini esclusivamente ricreativi e/o domestici perché privo di ricadute pratiche e senza senso". Per questo invitano ad "esentare, dal divieto di utilizzo di biomassa legnosa, i generatori di calore, i caminetti e i focolari aperti riservati occasionalmente all'uso domestico-ricreativo". E per facilitare l'applicazione della norma regionale propongono all'esecutivo di "prevedere l'adozione di incentivi per permettere alle famiglie di smantellare i generatori di calore non più a norma e sostituirli con impianti energicamente più efficienti". A questo suggerimento i leghisti affiancano quello di "concedere più tempo ai Comuni per adeguarsi alle direttive, posticipando almeno di 30 giorni la data di decorrenza del provvedimento regionale (primo ottobre)".

Pompignoli chiede inoltre di "adottare una politica ambientale meno inibitoria per la circolazione e una più ampia nell'incentivazione al ricambio dei veicoli per andare incontro alle difficoltà scaturite dalle nuove limitazioni al traffico urbano dettate dalla manovra regionale del Pair 2020. Considerato che le restrizioni alla circolazione dei diesel Euro 4 riguardano un numero elevato di cittadini che, per reddito insufficiente, hanno difficoltà a cambiare il proprio autoveicolo, il provvedimento rischia di rivelarsi una mannaia per le fasce più deboli della popolazione, soprattutto se non adeguatamente supportato da incentivi regionali per il rinnovo del parco mezzi.”

Il consigliere della Lega cita quindi l’esempio della “Lombardia che, unitamente alla nostra Regione, al Veneto e al Piemonte, è vincolata all’accordo di coordinamento per le politiche ambientali nel bacino padano, ma che sta procedendo con misure meno inibitorie riguardo la circolazione degli autoveicoli, limitando il divieto fino ai diesel Euro 3, accompagnate da una più incisiva politica di incentivazione al ricambio autoveicolare, con 7,8 milioni di euro di cui 1,8 milioni (nel 2018) per rottamare i mezzi più inquinanti e 6 milioni (nel 2018-19) per acquistare veicoli a minore impatto ambientale quali gli elettrici, gli ibridi, quelli a Gpl, metano e benzina di ultima generazione, per i quali scatterà anche l'esenzione dal bollo per tre anni”. Pompignoli chiede quindi alla Giunta Bonaccini di “prendere esempio dai ‘colleghi’ lombardi che, pur rispettando i contenuti del ‘Nuovo Accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano’, hanno assunto politiche meno restrittive e più di buon senso, e di ampliare le misure di incentivazione al ricambio del parco autoveicolare anche dei privati”. 

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