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Pierantonio Zavatti ricorda Antonio La Forgia: "Un uomo generoso, mai affetto da presenzialismo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Venerdì 17 giugno ha avuto luogo a Bologna, nel cortile dell’Archiginnasio, la commemorazione molto sentita e partecipata di Antonio La Forgia, morto a 78 anni, dopo un periodo di atroci dolori per due tumori e dopo cinque giorni di sedazione profonda, iniziati con un caloroso saluto di addio alla sua famiglia allargata e a un gruppo di amici storici. Antonio, mai affetto da presenzialismo, non era forse conosciuto a Forlì, la sua città natale, come avrebbe meritato, ma chi gli è stato vicino fin dai banchi di scuola o nell’attività dei circoli di cultura e dei movimenti giovanili e poi in politica, l’ha stimato molto per il senso dell’amicizia, per la vivace intelligenza creativa aliena da presunzione, per l’idea alta della politica e per l’eleganza dello stile sempre rispettoso degli interlocutori, anche di quelli con opinioni molto diverse. La passione per la fisica e gli eccellenti risultati negli studi sembravano avviarlo a una brillante carriera universitaria, ma l’esplosione del ’68 l’ha indirizzato a un impegno organico in politica nell’area ingraiana del PCI, comunque sempre distante dagli estremismi. Fu il primo al quale l’amico Achille Occhetto espresse il proposito del superamento del Pci in un nuovo soggetto politico, il PDS, di cui Antonio fu segretario a Bologna e in ambito regionale. In seguito divenne Presidente della Giunta Regionale, incarico che di lì a poco lasciò, concertando con Romano Prodi la nascita dei “democratici”. Fortemente attratto dal progetto ulivista, lo concepiva non come assemblaggio di spezzoni di  gruppi dirigenti dei vecchi partiti, ma come feconda contaminazione di diverse culture, in primo luogo quella socialista e quella cattolico democratica. In penombra quella ambientalista. Deputato per due legislature, Antonio La Forgia lasciò la politica attiva nel 2013, coltivando le amicizie e riprendendo in mano gli amati libri di fisica. Era un uomo generoso, come ha dimostrato più volte anche partecipando al movimento di solidarietà promosso a Forlì per i poveri di padre Paulo a Capoverde. Anche a nome dei compagni della stessa classe del Liceo “Morgagni” diplomatasi nel 1962, che nell’ultimo decennio hanno continuato a ritrovarsi con lui almeno una volta all’anno, esprimo una forte vicinanza al grande dolore della famiglia e di chi gli ha voluto bene".

Pierantonio Zavatti
 

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