Polemica sull'aeroporto, Peruzzini a Marchi (Iv): "Mi sono iscritto al Pd, ma non l'ho mai votato"

Dopo l'attacco di Massimo Marchi, consigliere di Italia Viva, arriva la risposta di Mario Peruzzini, ora esponente di Fratelli d'Italia, ma in passato consigliere della lista 'Noi con Drei'

Polemica politica incandescente sull'aeroporto. Si guarda ai fatti del 2013, quando la precedente società di gestione pubblica, la Seaf, fallì. Dopo l'attacco di Massimo Marchi, consigliere di Italia Viva, arriva la risposta di Mario Peruzzini, ora esponente di Fratelli d'Italia, ma in passato consigliere della lista 'Noi con Drei', che appoggiava (con molti strappi politici) il precedente sindaco Davide Drei, ma anche iscritto al Partito Democratico all'epoca della crisi dell'aeroporto.

Replica Peruzzini: “L’intervento scomposto e confuso del Consigliere Marchi che arriva anche ad ipotizzare una mia corresponsabilità nel fallimento SEAF nel 2013 sono affermazioni false. Tanto per chiarire, i promotori di “Noi con Drei” erano dirigenti del PD e, come altri, ho solo aderito dubbioso alla loro pressante richiesta di candidatura nel 2014 ed ho promosso solo quella, la mia. Dopo essere stato eletto avevo bisogno di conoscere i miei problematici e presunti “alleati”, capire chi erano, le intenzioni, come agivano e la cosa più semplice era entrare in casa loro e così ho fatto, ma non ho mai votato PD o loro alleati, nemmeno me stesso avendo la residenza altrove.  Non sono passato da una lista all’altra, abbiamo cambiato denominazione, come prevede il regolamento, per una civica vera e tenere a distanza proprio il PD e Drei”.

Peruzzini attacca quindi il parlamentare forlivese di Italia Viva Marco di Maio, all'epoca esponente del Pd: “Nel periodo in cui si è arrivati al fallimento di SEAF, per non pagare fornitori, aziende e dipendenti, una decisione ignobile, il responsabile del partito che governava la città ed il più autorevole dei consiglieri in Comune era proprio Di Maio. Il novello “Ponzio Pilato” non mosse un dito, nemmeno per ricollocare i lavoratori, nonostante impegni firmati. Tutti zitti, nascosti nel gregge a seguire Balzani e Peri”. Peruzzini riconosce a Di Maio “un solo grande merito, che ho già riconosciuto: dopo il fallimento, ha fatto includere la clausola di salvaguardia per reinserire Forlì tra gli aeroporti di interesse nazionale, se si fosse trovato il gestore”. 

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E conclude Peruzzini: “Il mio impegno politico è frutto di esperienze professionali, sindacali e di relazioni umane, non ho passato questi decenni a schiacciare uova o fare da scudiero a qualche dirigente di partito. Non so dov'era Marchi, io lavoravo proprio in aeroporto e seguivo giorno per giorno gli eventi, con Balzani, Peri, Di Maio e company attori e comparse di un fallimento politico”.

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