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Porcellum bocciato, Pasini (Udc): "Prima del voto le riforme"

Così Pasini (udc): "Parlamentari date un segnale al Paese, approvate una riforma che si attende da molto tempo, anche perché le casse dello Stato sono esauste e se proprio dobbiamo indebitarci non facciamolo per ingrossare le file degli eletti a Roma, ma pensando al lavoro ed alle fasce più deboli della società".

“E' evidente a tutti che la recente bocciatura della legge elettorale, meglio conosciuta come “Porcellum”, apre scenari assolutamente nuovi che sottolineano, in modo lampante, come, in questi ultimi anni, il Parlamento e le forze politiche in esso rappresentate, abbiamo clamorosamente abdicato alle proprie prerogative, tanto che si è reso necessario un eclatante, ma non imprevisto, intervento della Consulta per porre l'intero mondo politico di fronte alle proprie responsabilità”. E' molto severo il giudizio del consigliere comunale e segretario provinciale UDC, Andrea Pasini che continua “non è la prima volta, purtroppo, che la politica rifugge dalle proprie responsabilità e, cosa altrettanto grave, sembra che, dopo la mortificazione imposta dalla Consulta, punti a soluzioni rapide che, come tutte le cose fatte sotto l'onda dell'emozione, risultano dannose e incongruenti".

"Ora che il porcellum è stato cancellato molti, come Grillo e Berlusconi, chiedono di andare subito a nuove elezioni- Mi chiedo: per fare che cosa? Per eleggere un nuovo parlamento che costa un miliardo e mezzo di euro ogni anno e che sarebbe comunque illegittimo, se non altro sul piano etico,  perché spenderebbe denaro che non ha. Cogliamo, quindi, l'occasione – insiste Pasini – per  fare quelle riforme di cui da tanto si parla, ma che non hanno mai trovato solide maggioranze operative. Ecco perchè a tutte  forze politiche ed ai parlamentari del territorio chiedo di battersi per fare alcune cose prima del voto".

"Innanzitutto una sola camera di quattrocento deputati, quindi un senato federale  formato dagli eletti nelle autonomie locali e, infine, l'abolizione delle province, con  conferimento delle funzioni alle unioni dei Comuni - continua Pasini -. Per fare questo occorrono tra prima e seconda lettura non più di sei mesi. Parlamentari date un segnale al Paese, approvate una riforma che si attende da molto tempo, anche perché le casse dello Stato sono esauste e se proprio dobbiamo indebitarci non facciamolo per ingrossare le file degli eletti a Roma, ma pensando al lavoro ed alle fasce più deboli della società”.

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