Portata dell'inceneritore aumentata a causa del Covid, Ragni (Fdi): "Invece si doveva ridurre"

Il riferimento è all'ordinanza regionale dello scorso marzo in cui si derogano, per il 2020 e per motivi sanitari, i tetti massimi di incenerimento, a causa della diversa gestione dei rifiuti

“Il governatore regionale Stefano Bonaccini, nel suo recente tour forlivese con successivo incontro stampa, s'è guardato bene dal rendere pubblica l'ordinanza da lui stesso firmata che portava da 120mila a 135 mila tonnellate annue i rifiuti urbani da incenerire  nell’impianto Hera di Coriano. La motivazione è legata alla nuove esigenze connesse all'emergenza Covid, nei fatti si tratta di un ulteriore aumento di massa incenerita che contrasta con i precedenti accordi presi e punisce il comportamento virtuoso dei nostri concittadini chiamati a svolgere diligentemente il compito della  differenziazione dei rifiuti per la raccolta e il riciclo. E questo comportamento della giunta regionale, che nonostante le promesse fatte ha già escluso la chiusura dell'inceneritore di Forlì,  è inaccettabile”: afferma in una nota Fabrizio Ragni,  vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia, e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese di FdI Caterina Sforza.

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Il riferimento è all'ordinanza regionale dello scorso marzo in cui si derogano, per il 2020 e per motivi sanitari, i tetti massimi di incenerimento, a causa della diversa gestione dei rifiuti, parte dei quali è stato raccolto presso utenze con persone contagiate dal Coronavirus e pertanto destinate alla distruzione e non al riciclo.  "Da quando la portata dell’impianto Hera a Coriano è stata portata a 120mila tonnellate annue di rifiuti urbani, quella quota è sempre stata raggiunta anche quando la raccolta differenziata nei quartieri di Forlì dava buoni risultati.  I patti, presi anni fa dal Comune con la giunta regionale, era che si premiassero gli sforzi dei forlivesi  con una conseguente riduzione effettiva, autentica, di rifiuti da far bruciare, fino allo spegnimento dell'inceneritore.  Come centrodestra abbiamo sempre chiesto di rinegoziare con Hera i conferimenti e magari tornare alla potenzialità dell’impianto di incenerimento di più di 10 anni fa che era fissata in 60.000 tonnellate annue. Non è un obiettivo impossibile, posto che a breve non si vuole o non è possibile chiudere l'inceneritore di Hera": aggiunge Fabrizio Ragni.
 
“Con queste premesse , bene ha fatto  il sindaco  di Forlì Gian Luca Zattini a inviare il 6 ottobre scorso  una comunicazione alla Regione Emilia-Romagna con cui si chiede la revisione dell'accordo tuttora in vigore , firmato nel 2016 dallo stesso Bonaccini e dall'allora sindaco Drei, che permetteva di incenerire a Forlì 120mila  tonnellate annue di rifiuti. Oggi, con l'introduzione del sistema  “porta a porta”, lo scenario  è completamente cambiato e a fronte  dell’82% di raccolta differenziata raggiunta nei 13 Comuni del forlivese dovremmo essere in grado non soltanto di ridurre la portata del Termovalorizzatore Hera di Forlì, ma di spegnerlo del tutto”: conclude il vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia, e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese di FdI Caterina Sforza. 

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