Il caso

Post social contro Milad Basir, "Preoccupante clima di odio. Dalle istituzioni un silenzio complice"

"Quanto accaduto non può che essere letto come un attacco razzista e islamofobo che non deve essere tollerato in alcun modo"

Continuano i messaggi di solidarietà al candidato al Consiglio comunale di Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, Milad Basir, finito nel mirino di un post social della pagina  Facebook “Zattini’s Angels”. "Non possiamo esimerci dall’esprimere la nostra estrema preoccupazione rispetto a un clima di odio che sempre più sta crescendo nel Paese tutto e nella nostra città - scrivono da Forlì Città Aperta, Unione degli Universitari Forlì e dall'associazione Un Secco No -.Quanto accaduto non può che essere letto come un attacco razzista e islamofobo che non deve essere tollerato in alcun modo. Ci esprimiamo con una ferma condanna nei confronti di ogni forma di discriminazione e crediamo che l’odio razziale e religioso dilaganti non debbano passare inosservati e costituiscano conseguenza diretta delle politiche dell’estrema destra italiana degli ultimi decenni".

"Il fatto che la pagina Facebook “Zattini’s Angels” abbia preso di mira anche esponenti di maggioranza non basta a deresponsabilizzare l’attuale giunta - proseguono le associazioni -: riteniamo infatti che anche il sessismo, come il razzismo, della pagina nei confronti delle consigliere di maggioranza sia diretta conseguenza di una propaganda politica nazionale, accolta nel locale, che si basa sulla stigmatizzazione e l’umiliazione dell’altro. Propaganda di cui il sindaco Zattini e i suoi consiglieri si sono resi esplicitamente complici: dall’invisibilizzazione delle persone e famiglie queer della città alle politiche sicuritarie attuate negli ultimi anni nel centro cittadino ai danni delle persone migranti".

"Come associazioni impegnate nel sociale nel territorio di Forlì, denunciamo l’impossibilità di dialogo venutasi a creare negli ultimi cinque anni di amministrazione - proseguono -: dalla ricostruzione post-alluvione al diritto alla casa, le istanze dal basso sono state sistematicamente ignorate. Invece di concertare soluzioni concrete per le fasce più deboli della città, la giunta a guida Zattini ha preferito implementare politiche sicuritarie che targettizzano persone senza fissa dimora e migranti, contribuendo alla normalizzazione dei discorsi d’odio".

"Infine, occorre sottolineare che è l’identità palestinese di Milad Basir a essere stata attaccata senza alcun ritegno, fatto di una gravità inaudita a maggior ragione visto il periodo storico in cui ci troviamo - concludono -. L’oppressione del popolo palestinese da parte dell’Occidente porta con sé islamofobia e razzismo; episodi come questo ne sono la prova. I discorsi d'odio camuffati da satira, come quelli della pagina Zattini's Angels, non sono più accettabili. Ancora una volta, il silenzio istituzionale sulla questione palestinese e sui discorsi d’odio nei confronti di persone palestinesi o musulmane in Italia è un silenzio complice".
 

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