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Elezioni, si presentano i candidati di "Potere al popolo": "Crediamo nella giustizia sociale"

"Pratichiamo, infatti, ogni giorno la solidarietà e il mutualismo, il controllo popolare sulle istituzioni che non si curano dei nostri interessi", affermano i candidati

"Potere al Popolo" presenta i candidati del collegio forlivese in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. Si tratta di Lorenzo Ghetti, 25 anni, candidato al collegio uninominale della Camera, 25 anni; di Valentina Rossi, candidata al collegio plurinominale della Camera, 42 anni; e di Paolo Viglianti, candidato al collegio uninominale del Senato, 60 anni. "Potere al Popolo", viene spiegato, è "un movimento di lavoratrici e lavoratori, di precari, di giovani, di disoccupati e di pensionati, di persone impegnate in associazioni, in comitati territoriali, in esperienze civiche, di attivisti e militanti di organizzazioni e partiti della sinistra radicale che intendono mettere le proprie competenze al servizio della comunità e di un programma pensato dal popolo per il popolo".

"Pratichiamo, infatti, ogni giorno la solidarietà e il mutualismo, il controllo popolare sulle istituzioni che non si curano dei nostri interessi - affermano i candidati -. In questi anni, abbiamo lottato contro i licenziamenti, contro il Jobs Act e la riforma Fornero, contro quella della Scuola e dell’Università, contro la privatizzazione e i tagli della Sanità e ai servizi pubblici, contro le politiche economiche e sociali draconiane dell’Unione Europea, contro lo stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza e per la sua concreta attuazione. Abbiamo, quindi, rivendicato la difesa dei beni comuni, del patrimonio pubblico e dell’ambiente da veleni, speculazioni, mafie e corruzione, per i diritti civili, per un mondo di pace, in cui le risorse disponibili siano destinate ai bisogni sociali e non alle spese militari. E ogni giorno ci impegniamo a costruire socialità, cultura e servizi accessibili a tutte e tutti".

Ghetti, Rossi e Viglianti affermano di aver scelto di candidarsi "perché nessuno ci rappresenta né sostiene le nostre battaglie e perché siamo stanchi di aspettare una mano salvifica dall’alto. Per questo motivo siamo partiti dal basso, da una rete di assemblee territoriali in cui incontrarsi, conoscersi, organizzarsi e definire i nostri obiettivi in un programma condiviso in grado di opporsi ad affari, criminalità, clientele, privilegi, corruzione. Crediamo nella giustizia sociale e nell’autodeterminazione delle donne, degli uomini e dei popoli".

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