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Predappio, Di Maio: "Non nascerà un museo del fascismo"

"Il progetto - spiega il deputato democratico - ha lo scopo di recuperare un edificio che versa in stato di totale degrado per realizzare un luogo in cui si rappresenti, con la ricchezza delle tecnologie multimediali, le vicende di un epoca tragica

"Costruire un luogo che ricostruisca la storia del Novecento italiano, che faccia i conti con il nostro passato ed esamini e spieghi come sia stato possibile che un intero popolo si sia consegnato nelle mani di regimi totalitari. E' questo ciò che vogliamo costruire a Predappio discutendone assieme al Governo, all'Anpi nazionale, regionale e provinciale, alla Regione, al Comune, alla Fondazione cassa dei risparmi di Forli': l'esatto contrario di un museo dedicato al fascismo, come in maniera errata viene riportato in queste ore". Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio.

"Il progetto - spiega il deputato democratico - ha lo scopo di recuperare un edificio che versa in stato di totale degrado per realizzare un luogo in cui si rappresenti, con la ricchezza delle tecnologie multimediali, le vicende di un epoca tragica. La memoria e' indispensabile, perche' la rimozione del passato non ha mai giovato a nessuno e soprattutto ai giovani ai quali di quella storia mancano oggi e mancheranno in futuro testimoni e riferimenti. La comprensione di cio' che e' avvenuto e' la condizione perche' non avvenga piu'. I simboli non vanno distrutti o esorcizzati, ma ricondotti nell''alveo della capacita' di elaborazione culturale, perche'' la conoscenza storica degli eventi e delle loro ragioni aiuti le nuove generazioni a capire come e' potuto succedere". (fonte Dire)

Sulla questione è intervenuto anche l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, il quale ha evidenziato che non è previsto alcun museo statico, "ancor meno nostalgico e rievocativo, ma un centro vivo di riflessione, studio, documentazione e divulgazione contro tutte le forme di dittatura”. “Sono almeno tre anni che, come Regione, stiamo ragionando con Anpi nazionale, regionale e provinciale, con l’Istituto storico per la Resistenza e gli enti locali intorno a un progetto storico-culturale - aggiunge -. Un progetto che, partendo dal recupero dell’immobile dell’ex Casa del Fascio, ne faccia un centro di studi internazionali sul fascismo e contro tutti i totalitarismi. Un progetto che ancora non ha una copertura finanziaria dal momento che dovrà concorrere, come altri, ai bandi europei”.

L’idea, dunque, “è di partire laddove simbolicamente il fascismo è nato, per studiarne l’evoluzione fino ai nostri giorni, in cui drammaticamente si sta riproponendo in nuove forme sullo scenario europeo. Così come –conclude Mezzetti  – vogliamo ragionare sul complesso di tutte le espressioni di totalitarismo che hanno drammaticamente segnato il secolo scorso. Ci tengo a ripeterlo, perché sia chiaro e venga sgombrato ogni equivoco: nulla di statico, dunque, o peggio ancora di rievocazione nostalgica, ma una realtà viva di riflessione, documentazione e divulgazione contro tutte le forme di dittatura, di ieri e di oggi. Un progetto con un respiro europeo e internazionale. Fuori da questo perimetro rigoroso non se ne parlerebbe neppure”.

VALENTINA RAVAIOLI (PD) - "In merito alle notizie apparse su alcuni quotidiani nazionali - afferma Valentina Ravaioli, consigliera regionale PD - parlare di 'museo del fascismo' a Predappio significa liquidare con un'espressione inesatta e fuorviante un progetto complesso e molto coraggioso. Si sta lavorando, - precisa la consigliera Ravaioli, relatrice del progetto di legge regionale sulla Memoria del Novecento - in collaborazione con l'ANPI e gli enti locali, alla nascita di un Centro Studi internazionale sui totalitarismi. Conoscere, a partire dalla ricerca e dal lavoro degli studiosi, per capire il nostro passato, fare i conti con la storia ed avere strumenti critici per interpretare il presente, ricordando che la democrazia, i valori alla base della nostra Costituzione e dell'Unione Europea, vanno difesi e riaffermati costantemente".

ANPI - Ivano Artioli, Coordinatore regionale Anpi Emilia-Romagna interviene sullo stesso tema: "Secondo l'incontro avvenuto nel comune di Predappio lo scorso 29 gennaio, e per voce di rappresentanti dell'ANPI Regionale e di Forli', del Governo, del Parlamento, della Regione, del Prefetto di Forli, del Sindaco di Predappio, del Presidente della provincia di Forli', del Presidente della Cassa di Risparmio, del responsabile del progetto Atrium e del curatore del progetto di recupero ex Casa del Fascio, il progetto di ristrutturazione dell'ex Casa del Fascio rappresenta un'ipotesi di recupero di una costruzione di stile architettonico razionalista che dovra' avere la funzione di realizzare un luogo di ricerca e di approfondimento della storia del Novecento. Ed in particolare delle ragioni sociali e politiche che portarono un popolo democratico (seppur di una democrazia a suffragio limitato) a scegliere un regime violento e totalitario come quello del Duce" (Agenzia Dire)

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