Calderoni presenta il suo comitato: "Sarò un sindaco buon padre di famiglia"

E’ stata aperta in piazza delle Erbe la sede del comitato elettorale di Giorgio Calderoni, che si candida per il centro-sinistra per la carica di sindaco di Forlì

E’ stata aperta in piazza delle Erbe la sede del comitato elettorale di Giorgio Calderoni, che si candida per il centro-sinistra per la carica di sindaco di Forlì. Sabato mattina, con un incontro pubblico, è stata presentata la lista dei sostenitori di Calderoni, le persone che formano il comitato che è alla base della sua candidatura. Il debutto di sede e comitato è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione. Calderoni è in attività come magistrato amministrativo del Consiglio di Stato ancora fino al 20 marzo, “dopo di ché sarò anche più libero di esprimere le mie opinioni politiche”, promette. Il programma, spiega Calderoni, “non è ancora pronto” e chiama all’appello “tutti coloro che vogliano dare un apporto di idee e proposte”.

La futura coalizione

Per quanto riguarda la sua coalizione, va sempre più delineandosi: a sostenerlo, oltre che il Partito Democratico - partito in cui è stata elaborata la sua candidatura seppure da non iscritto - ci saranno Mdp-articolo 1 che lo ha già ufficializzato, quindi una probabile lista formata da Verdi e socialisti (a cui potrebbe aggiungersi ‘Italia in Comune’ di Pizzarotti e l’area della Bonino), una lista centrista-cattolica (animata dal volontariato cattolico Acli e dalla lista ‘Un progetto per la città’, che ha lasciato definitivamente l’alleanza iniziale con la lista ‘Forlì SiCura’) ed una sua lista personale, che porterà il suo nome. Calderoni la definisce uno “sbocco ovvio, non è solo seguire un modello ormai comune di ogni candidato, ma la naturale fotografia di una realtà che non sarebbe corretto non rappresentazione in questo modo”.  Con tale lista, speculare a quella già annunciata dal candidato di centro-destra Gian Luca Zattini, Calderoni mira quindi a intercettare un consenso sulla sua persona da parte di coloro che non sarebbero disponibili a votare Pd o un altro partito di centro-sinistra.

Come è nata la sua candidatura

“Non sono del Partito Democratico”, premette Calderoni e il racconto che fa della nascita della sua candidatura lo smarca come indipendente:  “La mia candidatura è stata un’apparizione a sorpresa quando il Pd, dopo Zelli, si è trovato fuori tempo massimo”. E così, spiega Calderoni, il centro-sinistra,” per scelte precedenti non andate a buon fine” si è trovato “per la prima volta con un candidato non interamente identificato col Pd”. Tuttavia la sua, lo precisa subito dopo è un’ “alleanza di centro-sinistra che deve essere la più plurale possibile”, con la partecipazione dei mondi “ambientalista, del liberal-socialismo e cattolico”. 

Il suo avversario politico è quindi Gian Luca Zattini: “Tutti temiamo che la città venga governata da un’alleanza di altro segno. Dopo 49 anni di governo della sinistra a Forlì, sarebbe anche fisiologica l’alternanza, lo diciamo tutti, ma questo se si trattasse di alternanza tra idee diverse pur in un recinto comune di valori che si condividono,  non quando si fa leva sulle pulsioni peggiori delle persone”. Calderoni promette comunque “massimo rispetto per gli avversari e nessun attacco personale”. Ed anzi si augura, in casi di vittoria, “il dialogo con l’opposizione sui temi forti della città”.

“Io, un buon sindaco come un buon padre di famiglia” 

Di programmi ancora non ne parla, e ammette di non avere ancora grande conoscenza dei dossier aperti, promettendosi di studiarli. “Ho però l’immodestia di pensare che potrò essere un buon sindaco, buono nel senso che si intende il ‘buon padre di famiglia’”. Illustra: “Forlì è una città ben amministrata, piena di giovani che la scelgono per studiare e dicono che a Forlì si trovano bene, tanto da fermarsi qui anche dopo l’università. Siamo orgogliosi che a Forlì si stia complessivamente bene”. “La città del 2030 che sogno è una smart city, ma anche e soprattutto una co-city, una città della condivisione”. Calderoni punterà inoltre sull’Unione dei Comuni, che reputa un’incompiuta, ma non un’esperienza da annullare. Per la sicurezza? “Non ci sono  eccessivi problemi di sicurezza, camminando per le vie della città non avverte un’emergenza". 

Il dialogo col sindaco Drei e i sindaci precedenti

In sala alla presentazione è presente Roberto Balzani, che Calderoni definisce “un amico”. E poi aggiunge: “Siamo amici e abbiamo condotto battaglie comuni, un rapporto da vedere nella sua essenza reale, da quando sono candidato vedo spesso dietrologia, a volte dei personalismi del tipo ‘Se c è lui non ci sono io’, a cui sono alieno”.  Calderoni ha quindi riportato i contenuti delle discussioni che ha avuto coi sindaci precedenti, ricostruendo quella che è stata di fatto la storia politica degli ultimi vent’anni a Forlì.

“Sauro Sedioli mi ha dato il suo appoggio personale in un lungo colloquio una decina di giorni fa. Con Nadia Masini mi sono incontrata a casa sua, mi ha espresso opinioni critiche sulle giunte che sono succedute alla sua, ma in un’ottica sempre di centro sinistra, mettendo in luce profili critici attuali e alcuni suggerimenti,  con Roberto Balzani mi sono incontrato una domenica mattina a casa sua e ha sottolineato il filo interrotto dei suoi progetti,  evidenziando criticità in iniziative da lui lanciate”. Ed infine il sindaco in carica: “Drei è il primo che ho incontrato, mi ha confidato amarezza personale come è andata.  Mi ha spiegato quello che voleva fare e non è riuscito a fare, mi ha illustrato le cose ancora a mezzo, l’Unione dei Comuni che così com’è non può funzionare,  ma l’unica strada è il rafforzamento vero con la Regione che faccia la sua parte. Credo che Forlì debba avere un ruolo per le sue tre valli con vantaggio reciproco,  e di questa problematica deve farsene carico il Comune di Forlì e il suo sindaco.  Su Alea faremo un incontro specifico”. 

Quali assessori in caso di vittoria?

Quali assessori vorrebbe in caso di vittoria? Conclude Calderoni: “Faccio un passo per volta e non metto il carro davanti ai buoi. Inoltre in base al risultato elettorale ciascun partito vorrà le sue caselle da riempire.  Ma non nego che ho prefigurato persone tra me e me. E’ troppo presto per parlare di nomi, ma dei criteri di scelta sì: competenza, disinteresse personale, disponibilità a tempo pieno, presenza a Forlì e forte entusiasmo personale”. Se deve scegliere tra continuità e discontinuità? “L’accento forte è sulla discontinuità”, chiude il candidato sindaco di centro-sinistra.

Il comitato sostenitore

Il comitato sostenitore è formato da numerose persone, molte delle quali appartenenti al Pd: Agnese Marchi, Lorenzo Dall’Agata, Roberta Garavini, Giorgio Bedei, Renata Maria rossi, Vince Vallicelli, Giuliana Gaspari, Domenico Grandini, Pier Paolo Sedioli, Flavio Casetti, Susi Schneider, Elide Rusticali, Margherita Favali, Dolores David, Carlo Flamigni, Giovanni Bucci, Maura Ventimiglia, Tonino Gardini, Flavia Cattani, Paola Sabbatani, Viviana Neri, Loretta Lega, Enzo Santolini, Sara Bene, Franco Fabbri, Daniela Ciani, Roberto Malaguti, Giovanna Tarantola, Stefano Ricci, Rosanna Parmeggiani, Matteo Ghirardelli, Amanda Rossi, Gabriella Poma, Valerio Pacchetti, Eugenia Benini, Enzo Valbonesi, Enrico Orlati Lucido, Denio Derni, Nicola Ragazzini, Fulvio Russo, Carla benzi, Erika Moscato, Matteo Zattoni, Marco Bandini, Sergio Cecccarelli, Francesco Bratti, Roberta Castelluccci, Ennio Bonali.
 

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