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Presidenza della Fondazione, Balzani: "Basta politici, bisogna discuterne insieme"

Sta per concludersi la lunga presidenza di Piergiuseppe Dolcini alla guida della Fondazione di Forlì. “Si è trattato di un "regno" ventennale, amministrato complessivamente con capacità e senso di equilibrio", osserva il sindaco Roberto Balzani, sulla sua pagina Facebook

Sta per concludersi la lunga presidenza di Piergiuseppe Dolcini alla guida della Fondazione di Forlì. “Si è trattato di un "regno" ventennale, amministrato complessivamente con capacità e senso di equilibrio. - osserva il sindaco Roberto Balzani, sulla sua pagina Facebook -  Quando Dolcini è diventato presidente, c'era ancora la Dc; Berlusconi era un semplice imprenditore; l'Urss era finita da poco; l'Italia era una delle 7 nazioni più industrializzate del mondo; la politica, a Forlì, era molto, molto diversa da adesso: e anche la società civile”.

“Il peso della Fondazione, rispetto a quello delle istituzioni pubbliche era modesto: ora, nella crisi degli investimenti collettivi, in virtù di un notevole patrimonio, esso è cresciuto enormemente. - riflette il primo cittadino - Ebbene, la transizione da un presidente a un altro, a mio avviso, e lo dico da socio della Fondazione prima che da sindaco, non può non avvenire senza una riflessione comunitaria, su ciò che è stato e su ciò che potrà o dovrà essere. Non possiamo pensare che, d'incanto, poche centinaia di persone siano coinvolte nella scelta di un demiurgo, il quale "farà lui"”. Insomma la successione di Dolcini va, secondo il sindaco sviscerata anche all'esterno delle mura del palazzo del Monte di Pietà.


“Intorno al futuro di un bene che è comunque collettivo, credo si debba aprire, e non lo si è fatto finora, un dibattito. Che cosa dovrà fare la Fondazione? Quali dovranno essere i rapporti con le altre istituzioni? Come potrà funzionare questa "governance territoriale" (che per me è fondamentale)? E, ancora: è opportuno che la Fondazione sia in mano a politici? Io credo di no. - conclude il sindaco - Ma è un'opinione... Insomma. Vogliamo parlarne, da qualche parte? Oppure tutto deve essere lasciato, come nel Medioevo, ai caminetti dei soliti potenti di Forlì?”

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