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Primarie, Di Maio: "Se vincerà Balzani, Romagna più forte: occasione unica per i romagnoli"

Il deputato romagnolo apertamente schierato con il sindaco Balzani: "Con lui presidente, finalmente cancelleremo il trattino tra Emilia e Romagna e daremo più forza alla nostra terra"

“La candidatura di Roberto Balzani è quella che serve per cancellare il trattino tra Emilia e Romagna e rendere più forti e rappresentati i romagnoli in Regione”. Marco Di Maio, 30 anni e da uno e mezzo deputato, è l’unico tra i parlamentari emiliano-romagnoli che finora hanno fatto la scelta di schierarsi apertamente a sostegno di Roberto Balzani nella sfida per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Lo ha fatto sin dal primo momento, in agosto, quando ancora non c'erano altri candidati in campo.

Le primarie si svolgeranno il 28 settembre, saranno aperte a tutti gli elettori (dunque non occorre essere iscritti al Pd per partecipare) e vedranno il romagnolo Balzani contrapporsi al modenese Stefano Bonaccini. Una battaglia difficile, ma non impossibile secondo il giovane parlamentare componente delle commissioni Affari Costituzionali e Finanze.

Gli ultimi avvenimenti hanno cambiato molte cose. Balzani sembrava essere destinato ad essere schiacciato sul campo da due figure politiche di primo piano (Bonaccini e Richetti ndr.), mentre oggi secondo alcuni potrebbe anche avere l'occasione di portare a casa il risultato. Vuol dire che la perseveranza premia?
Sì, a volte la perseveranza premia; ma in questo caso sono le idee e le proposte che premiano di più, oltre ad una sostanziale coerenza e linearità di comportamento che il Pd regionale non ha avuto. Anzi, si è sfiorato il ridicolo in certi momenti, ipotizzando addirittura di poter evitare le primarie dopo un ciclo di governo durato 15 anni con Vasco Errani presidente; abbiamo assistito a continui annunci e smentite di candidature, ritiri e discese in campo.  In questo polverone in cui si parlava unicamente di regole, statuti e poltrone, Balzani ha promosso da subito visione chiara di come sarebbe la Regione con lui presidente; rivolgendosi non al ceto politico ma ai cittadini, molti dei quali hanno abbracciato il progetto e sono andati ad animare i numerosi comitati nati in tutte le province.

Poi sono arrivati gli avvisi di garanzia, le ipotesi di 'briscoloni' fino addirittura ai malori. A un certo punto si è persino ipotizzato che Balzani potesse essere candidato unico.
Se c’è una opzione che non è mai stata presa in considerazione, a Bologna come a Roma, è che Balzani potesse essere il candidato unico del Pd (ride). Detto questo distinguiamo: un conto è la gestione, che critico, delle settimane successive alle dimissioni di Vasco Errani fatte di temporeggiamenti, tentativi di accordo sopra le teste degli emiliano-romagnoli, ‘briscoloni’, le incertezze dei due ‘rivali’ Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, fino all’ultimo incerti sul candidarsi o meno; altra cosa sono le vicende giudiziarie di questi giorni che non commento, se non per dire che conosco bene sia Richetti che Bonaccini e che sono certo della correttezza di entrambi.

Ma a quel punto, con Bonaccini e Richetti indagati, non era meglio evitare le primarie?
Al contrario, è giustissimo andare avanti con le primarie. Dobbiamo rispettare il lavoro della magistratura, ma non abdicare e rinunciare alle decisioni della politica. C’era un percorso avviato ed è stato giusto evidenziarlo. Mi fa piacere che Matteo Renzi abbia preso la decisione che in molti auspicavamo, dicendo chiaramente che il candidato lo sceglieranno i cittadini e non soggetti terzi. Forse senza Balzani in campo, qualcuno avrebbe pensato bene di azzerare tutto e cambiare strategia; ma non è con i “se” che si può far politica. Dunque avanti tutta con le primarie.

Su carta Bonaccini ha molte più possibilità di vincere, perché è segretario regionale Pd e componente della segreteria nazionale di Matteo Renzi, oltre a vantare un'esposizione mediatica maggiore. Avete fatto i conti con questo aspetto?
Non vogliamo passare di certo per sognatori senza capacità pratiche. Sappiamo che Stefano è favorito, ma questo non ci preoccupa. Anzi. Balzani è in campo dai primi di agosto, con chiarezza e con posizioni molto precise su temi importanti come la sanità, i trasporti, l’economia, le politiche culturali e turistiche. Le primarie a volte possono portare a dei risultati imprevedibili, non è così scontato che chi potenzialmente viene considerato il favorito possa effettivamente vincere. A Forlì nel 2008 lo stesso Balzani partì contro ogni pronostico e vinse le primarie contro il sindaco in carica. Dunque guai a sottovalutarlo o a dar per scontato il risultato.

Lei sostiene che Roberto Balzani sarebbe un buon presidente per tutta l’Emilia-Romagna, ma soprattutto per la Romagna. Perché?
La profonda conoscenza che Balzani ha del territorio romagnolo partendo dalla sua storia, passando per la cultura fino ad arrivare a tutta l'esperienza maturata come amministratore fanno di lui il candidato ideale. Non è solo una questione di territorialità, ma di familiarità con i problemi concreti che avvertono le persone, con la distanza di un ente come la Regione, che tanti cittadini e imprese sentono lontano e che, invece, interviene in maniera diretta nella vita di tutti i giorni. La nostra Regione non ha bisogno di un presidente, ma di un sindaco: del sindaco dell’Emilia-Romagna.  

Da sempre la Romagna si sente figlia di una dio minore. Davvero crede che Balzani riuscirà a rovesciare questa situazione?
Non è tanto un fatto di territorialità e di indipendenza, altrimenti ci batteremmo per la Regione Romagna; è, invece, una questione di idea di Romagna che vogliamo promuovere, a beneficio prima di tutto dell’intera Regione. Se non si comprende che la Romagna, con il suo distretto turistico, le eccellenze imprenditoriali in settori fondamentali del Made in Italy, la sua storia e, diciamo la verità, il suo spirito unico al mondo, può essere un motore per tutta la Regione, allora non abbiamo capito la portata delle opportunità che abbiamo di fronte.


Perchè crede che un candidato diverso da Roberto Balzani non possa fare la stessa cosa altrettanto bene?
Con impegno, disponibilità e ascolto si può lavorare bene, certo. A volte però solo chi ha vissuto in prima persona certi problemi, chi ha dovuto affrontarli come amministratore, può arrivare prima ad una soluzione, coglierne i particolari e le sfumature. Roberto è romagnolo non solo di nascita, ma di cultura e di visione e in caso di vittoria saprà assumersi i giusti impegni e soprattutto rispettarli. Non bisogna essere romagnoli solo a parole dobbiamo esserlo anche nei fatti e questa è l'occasione giusta per dimostrarlo.

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