Primarie Pd, l'ex deputato Pedulli: "Forlì deve avere almeno due parlamentari"

"La Direzione nazionale del Pd, lunedì prossimo deciderà di convocare le primarie per la scelta dei propri parlamentari, considerato che questo Parlamento, a maggioranza di centro-destra, ha impedito che si riformasse la legge elettorale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La Direzione nazionale del Pd, lunedì prossimo deciderà di convocare le primarie per la scelta dei propri parlamentari, considerato che questo Parlamento, a maggioranza di centro-destra, ha impedito che si riformasse la legge elettorale. Purtroppo, i tempi strettissimi, legati all’anticipo del voto, favoriranno quanti rivestono primarie responsabilità, politiche e istituzionali, che stanno lavorando per questo risultato fin dal loro insediamento. Figure nuove e qualificate, si tirano fuori per evitare un massacro. Ma chi pensa di avere già vinto, potrebbe rimanere deluso.

In ogni modo è  preferibile questo percorso, rispetto a quello del 2008, che nel territorio forlivese fu gestito in un modo che non riesco nemmeno a giudicare. E’ molto meglio anche rispetto alla chiusura alla competizione, sancita per le regionali del 2010, con un patto di ferro fra opposti, e scambi di posti, che blindò il voto e violò la sostanza della parola Democratico. Spero che non succeda così anche questa volta!

Non sono ancora note le regole, ma vorrei che contenessero, almeno, alcuni elementi precisi, vincolanti, invalicabili:

a . le primarie vanno svolte a livello provinciale, anche là dove questo territorio istituzionale non coincide coi confini delle Federazioni. Auspico che chi è propugnatore di maxiprovince, non si arrocchi nei propri confini ristretti;

b . debbono essere espresse due preferenze, una per una donna e una per un uomo, pena la nullità del voto;

c . nelle liste degli eletti, sia alla Camera sia al Senato, deve essere applicato il principio della parità di genere, alternando una donna con un uomo o/e viceversa;

d . tutti gli eletti debbono essere votati nelle primarie. Quindi anche chi chiederà, e/o gli verrà concessa la deroga statutaria per il superamento dei mandati, dovrà, comunque, sottoporsi al voto.

Per un partito paladino del rinnovamento, mi sembrano punti normali.

Per chi non ha memoria storica, ricordo che non può essere considerata una concessione la promessa di due parlamentari per la provincia di Forlì-Cesena, di cui uno per l’area forlivese. Faccio presente che con i collegi, che andrebbero ripristinati, l’Ulivo eleggeva 3 deputati e 2 senatori, di cui uno unitamente a Faenza, a disposizione per candidature nazionali. Non essendo cambiato il numero dei parlamentari, due eletti, una donna e un uomo, sono il minimo che tocca a questo territorio. Nel 2008 questo diritto venne violato, per responsabilità diffuse.

In questo momento, non è dato sapere quanto saranno i candidati. Ci sono solo le anticipazioni di stampa, da fonti bene informate. I criteri per essere in lizza, possono rendere accessibile la competizione a molti. Personalmente auspico che la platea sia ampia. In ogni modo, dovendo eleggerne due, un uomo e una donna, dovrebbero essere almeno quattro, altrimenti il voto non avrebbe senso. In particolare, vorrei che ci fossero diverse candidature femminili. Una di loro dovrebbe avere buone possibilità di successo, per il criterio di parità di genere che ritengo debba essere adottato, ancora di più in un territorio come quello forlivese e cesenate nel quale in tutte le ultime elezioni sono stati favoriti e sostenuti solo gli uomini.

Sono convinto che questa volta non debba essere così e chi dirige il partito si apra a questa ipotesi.

giuliano pedulli

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