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Problemi della sanità, l'Ausl risponde a Pasini (Udc): "Continuo disfattismo"

Nel merito di alcune affermazioni di Pasini, spiega l'Ausl: "Per quanto riguarda la dotazione di personale, è vero che non si è proceduto al reintegro delle assenze"

“Un costante disfattismo”: l’Ausl bolla così l’ultimo intervento del dal segretario regionale Udc Andrea Pasini. Scrive in una nota l’azienda sanitaria: “L’analisi condotta in questi giorni sui nodi ancora irrisolti nella sanità del territorio forlivese, mette insieme problematiche diverse fra loro che attengono in parte a disposizioni nazionali ( assunzione personale e posti letto ospedalieri) e ad interventi, vedi Case della Salute, che per essere realizzate, richiedono il coinvolgimento di altri soggetti (medici di Medicina Generale) con i quali l’Azienda sta lavorando per pervenire ad un accordo unico aziendale”.

Nel merito di alcune affermazioni di Pasini, spiega l’Ausl: “Per quanto riguarda la dotazione di personale, è vero che non si è proceduto al reintegro delle assenze con contratti a tempo indeterminato, ma ad oggi, salvo situazioni contingenti e temporanee, è stato sempre assicurato l’organico previsto a copertura del servizio, con contratti a tempo determinato prorogabili fino a 5 anni, per garantire la massima continuità nei termini consentiti dalla normativa vigente. Relativamente alle politiche sul personale, vale poi la pena di evidenziare il programma  di assunzione dei  Direttori di Struttura Complessa nell’ospedale di Forlì che è iniziato con l’espletamento  del concorso (e successiva nomina) per il Direttore dell’U.O. di Chirurgia Toracica il 18 gennaio scorso, l’espletamento del concorso per direttore dell’unità scorso. di Anestesia e Rianimazione il 22 gennaio scorso ed il concorso per direttore dell’Unità operativa di Chirurgia previsto il prossimo 12 febbraio”.

“Quanto all’asserita carenza di posti letto, si deve invece sottolineare che sul territorio di Forlì la dotazione di posti letto ospedalieri è pari al 3,7 per mille abitanti e quindi perfettamente in linea con quanto previsto dalla Legge 135/2012 che rappresenta la norma di riferimento. Certo, come in tutti gli ospedali, nei periodi critici i letti vengono riconvertiti in ragione delle necessità, anche attraverso meccanismi di continuità d’uso dei letti di degenza breve”. “Sul Pronto Soccorso i primi interventi sono stati mirati al contenimento dei tempi di attesa dei “codici gialli” che sono passati dai 60 minuti di attesa rilevabili fino al mese di ottobre agli attuali 30 minuti. E’ poi in fase conclusiva l’elaborazione, da parte di un apposito gruppo di lavoro, di un  progetto di ristrutturazione edilizia per il miglioramento sia dei flussi di lavoro sia delle caratteristiche di accoglienza della struttura”.

“E’ comunque vero che ancora molto c’è da fare, ma è facilmente intuibile che il lavoro non possa che essere condotto per passi successivi ed in tal senso si sono stabilite priorità d’intervento che hanno portato a riduzione dei tempi di attesa nell’erogazione delle prestazioni ambulatoriali critiche Ed anche sui tempi d’attesa chirurgici si sono scelte linee prioritarie d’intervento e nello specifico si è ritenuto d’intervenire prioritariamente sulla chirurgia oncologica. Al proposito, tempi d’attesa particolarmente critici come quelli per gli interventi chirurgici sul tumore dell’utero, della prostata, del colon-retto sono stati portati nel giro di 6 mesi ai livelli di attesa medi della Regione Emilia Romagna”.

Infine sul tema dello sviluppo delle Case della Salute. Conclude la nota: “Nel territorio dell’Azienda Romagna, sono venti le Case della Salute ad oggi già funzionanti e altre sono in programmazione.  Nel territorio del distretto forlivese, comprendente i quindici comuni della vallata, delle cinque case della salute programmate, quattro sono ad oggi funzionanti: Forlimpopoli, Modigliana presso le quali sono attive anche un Ospedale di comunità , Predappio e Meldola (dal 2014), alle quali si aggiunge in queste settimane Rocca S.Casciano , in fase di avvio. Per quanto riguarda la città di Forlì, già oggi,  cinque nuclei di cure primarie, che raggruppano in medici di medicina generale di Forlì, hanno sedi di riferimento aperte ai loro pazienti cinque giorni la settimana mattina e pomeriggio”. “Tutto bene? Nessuno vuole sminuire o ridimensionare il lavoro che dobbiamo fare, ma siamo altrettanto convinti che se alla logica spesso disfattista, si accompagnasse da parte di tutti un atteggiamento improntato sulla responsabilità, ciascuno per le proprie competenze, la costruzione di questo nuovo e importante percorso che abbiamo messo in piedi, potrebbe portare beneficio a tutta la nostra collettività”.

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