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Profughi, non ci sono spazi. I sindaci: "Non è questione di volontà, non possiamo"

Nel dibattito sull'accoglienza dei profughi il Comune di Dovadola è spesso inserito tra quelli che non hanno dato la disponibilità per ospitare nuclei di profughi, perchè mancano strutture adeguate per accogliere le persone in fuga dalle guerre e dalle carestie

Nel dibattito sull'accoglienza dei profughi il Comune di Dovadola è spesso inserito tra quelli che non hanno dato la disponibilità per ospitare nuclei di profughi, perchè mancano strutture adeguate per accogliere le persone in fuga dalle guerre e dalle carestie dell'Africa e del Medio Oriente. In effetti è così, spiega il sindaco Gabriele Zelli: "Non esistono proprietà comunali immediatamente adatte allo scopo. A meno che non si vogliano collocare i profughi al posto degli ospiti della casa di riposo Zauli, o dei pazienti dell'Hospice, oppure utilizzare i locali delle scuole, eliminando la possibilità per gli alunni dovadolesi di frequentarle, o quelli che vengono utilizzati per gli uffici comunali, già insufficienti per l'attività quotidiana dei dipendenti".

"Ho fatto presente in diverse sedi che il Comune può mettere a disposizione due proprietà: la vecchia sede comunale, previo il completamento dei lavori di restauro che ammontano a circa un milione di euro e l'edificio ex sede delle scuole elementari, sempre che si reperiscano un milione e cinquecentomila euro per ricavarne locali adatti allo scopo - prosegue Zelli -. Il Comune dispone inoltre di un lotto di terreno dove si possono costruire almeno otto alloggi, anche in questo caso occorre naturalmente trovare un altro milione e mezzo di euro per effettuare l'intervento".

"Ricordo, infine, che il Demanio dello Stato possiede a Dovadola l'ex Casa del Portuale; dalla sua ristrutturazione, con una spesa stimata in quattro milioni di euro, si potrebbero ricavare oltre 120 posti letto. Se non ci sono le condizioni per percorrere queste ipotesi resta una sola possibilità e cioè quella di fare un bando per ricercare la disponibilità di sedi di privati, come a più riprese ho suggerito", conclude il primo cittadino.

Anche gli amministratori di Modigliana, Castrocaro, Meldola, Bertinoro e Rocca San Casciano, precisano la motivazione della non accoglienza: la mancanza di strutture pubbliche idonee all'ospitalità. "Tra le altre cose il Comune di Modigliana  ha proposto l'accoglienza per una famiglia formata da madre e due bambini presso la cooperativa Kara Bobowski, altro non può per mancanza di strutture".

"Riteniamo che la situazione globale della gestione sull'arrivo profughi, sia diventata troppo pressante e non segua in alcun modo alcuno schema  - continuano gli amministratori -. Cio' che viene proposto, non ha più nulla di accoglienza, ma è un'emergenza continua, tutto ciò, non fa altro che sfiancare le strutture e l'opinione pubblica, già in sofferenza per problemi di mancanza di lavoro ed enormi problemi abitativi. Pur esprimendo la nostra solidarietà umana, sotto tutti gli aspetti, ribadendo nuovamente l'incapienza di strutture sul territorio, ci appelliamo a chi deve affrontare la situazione all'origine, con programmi chiari, precisi e definitivi. A questo punto crediamo che una imposizione del genere, che andrebbe discussa con criterio a tavoli specifici e non sui giornali, non porterà in alcun modo ad una soluzione, il nostro non è non volere, è non potere".

Nel frattempo interviene di nuovo l'esponente della Lega Nord, Jacopo Morrone: “Incentivi ai Comuni che intendono accogliere immigrati? Un ricatto senza scrupoli del Governo Renzi che prima taglia i trasferimenti agli enti locali e poi li corteggia in cambio di una quota di immigrati. Mosconi li prenda a casa propria invece di dispensare appelli all’accoglienza. Dov’erano questi incentivi quando le nostre aziende chiudevano e i nostri Comuni dovevano sistemare strade, scuole o ospedali? E quando le nostre famiglie faticavano a pagare le bollette? Dov’erano questi soldi di cui adesso si vanta il Governo Renzi ed è pronto ad elargire per sanare l’accoglienza ‘profughi’? Lo zuccherino con il quale da Roma si solletica l’appetito degli enti locali ci disgusta. I sindaci e i prefetti devono ribellarsi a questa politica dell’accoglienza che grava sulle spalle dei nostri cittadini e innesca solo sprechi, insicurezza e allarme sociale - continua il segretario leghista -, sono senza parole di fronte alle dichiarazioni dell’assessore Mosconi che loda l’iniziativa ‘premiante’ del Governo Renzi e addirittura intima ai colleghi refrattari del cesenate e del forlivese di rendersi disponibili ad accogliere gruppi di immigrati nei propri Comuni. Forse non si rende conto che i romagnoli sono stanchi di essere discriminati e messi da parte per fare spazio a un numero crescente di clandestini a cui tutto è concesso: vitto, alloggio, cellulari e sigarette”.

“Il comportamento del Governo Renzi è irresponsabile sotto ogni punto di vista - conclude Morrone - prima assistiamo a un taglio senza scrupoli dei trasferimenti ai nostri Comuni e poi ci dicono che i soldi ci sono e che verranno elargiti a quelle amministrazioni che si piegheranno alle logiche di smistamento di clandestini sul proprio territorio. Siamo veramente alla rappresentazione dell’assurdo”.
 

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