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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Pronto soccorso da terzo mondo, la Lega: "Sanità colabrodo, risposte chiare e urgenti"

Torna sull'episodio riportato dall'esponente di Sel, Marisa Fabbri, il vice segretario nazionale della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone

"La notizia di quanto è accaduto al pronto soccorso di Forlì ha dell’incredibile. Se risultasse vera, ma non abbiamo alcun motivo per dubitarne, la risposta data da un medico alla signora che ha riportato l’episodio, sarebbe un fatto gravissimo". Torna sull'episodio riportato dall'esponente di Sel, Marisa Fabbri, il vice segretario nazionale della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone.

"E’ evidente, come più volte abbiamo denunciato, che con l’Ausl unica di Romagna non c’è stata alcuna miglioria nella riorganizzazione enell’efficientamento dei servizi agli utenti. E questo ci sembra particolarmente evidente nel caso del Pronto soccorso di Forlì, così come in altre realtà. Chiediamo ai vertici regionali di procedere con urgenza a riorganizzare i servizi, potenziando quelli che devono dare risposte in tempi adeguati non solo alle emergenze e alle urgenze, ma anche a quei pazienti che denunciano malesseri e che non possono essere ammassati per ore in situazioni degradanti, senza la minima privacy. Soprattutto, la Giunta regionale e l’assessore Venturi smettano di auto elogiarsi e di vantare primati che ormai la sanità emiliano-romagnola non detiene più da molto tempo", continua l'esponente del Carroccio.

"Ora aspettiamo iniziative e risposte chiare e urgenti. I cittadini di questa regione hanno il diritto di non sopportare più disagi, di non essere trattati come numeri ma come persone e di ottenere un servizio serio, qualificato ed efficiente. Riconosciamo i meriti e le capacità di gran parte del personale medico e infermieristico, in situazioni talvolta di grandissimo disagio, e crediamo che la ristrutturazione del sistema passi anche dalla previsione di più personale (e più gratificato) medico e tecnico a contatto con il paziente. Certo è che la situazione attuale deve cambiare. In caso contrario, chi deve andare a casa sono i vertici (inefficienti) delle varie Asl e non gli operatori corsia", conclude Morrone.
 

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