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Province, tavolo con Rimini e Ravenna? Salta la maggioranza

Una maggioranza un po' sgangherata dietro il presidente Bulbi: è quanto rilevano i consiglieri del PdL riferendosi all'esito del Consiglio Provinciale di giovedì pomeriggio

Una maggioranza un po' sgangherata dietro il presidente Bulbi: è quanto rilevano i consiglieri del PdL Stefano Gagliardi, Luca Bartolini e Giordano Anconelli, riferendosi all'esito del Consiglio Provinciale di giovedì pomeriggio: dopo un lungo dibattito, infatti, il consigliere di Rifondazione Comunista ha fatto mancare il numero legale su un documento di sostegno a Bulbi che ha minacciato le dimissioni.

“Al termine del lungo e interessante dibattito interviene il consigliere di Rifondazione Comunista che, come condizione per votare il documento, chiede l'inserimento della richiesta di dimissioni del governo Monti: come chiedere all'UEFA di squalificare la Spagna perché ha vinto il campionato europeo", commenta Gagliardi. Ma questo è stato possibile anche per  “causa anche l'assenza dei consiglieri dell'IDV (anch'essi in maggioranza così come Rifondazione) e di buona parte dei consiglieri del PD, incapaci di garantire la maggioranza. Assenti anche la Lega Nord”, sempre Gagliardi.

E così si è consumato il paradosso: un documento di sostegno al Presidente proposto dall'opposizione e naufragato per l'assenteismo di molti consiglieri provinciali di maggioranza, per i quali forse le Province sono state già abolite oppure molto semplicemente ritengono una grande fatica lavorare nella prima settimana di luglio. Senza contare le uscite dall'aula strategiche per paralizzare i lavori di un'assemblea eletta.

Sempre i tre consiglieri PdL: “Dopo l'annunciato addio del presidente BULBI, il consiglio provinciale di Forlì- Cesena decide di mettere all'ordine del giorno una mozione preparata dalla Giunta per i gruppi di maggioranza, e fatta propria invece da  PDL e UDC e gruppo misto, visti gli enormi dissapori presenti all'interno del gruppo del PD che di fatto non risulta tra i promotori dell'iniziativa, pur condividendone i contenuti e votando a larghissima maggioranza a favore dell'inserimento d'urgenza all'ordine dei lavori. Il bello è che l'ODG era stato predisposto per rafforzare l'azione politica dell'amministrazione  e consentire ai nostri rappresentanti di farsi promotori  con le province di Rimini e Ravenna, di un gruppo di lavoro per analizzare e rispondere in modo efficace alle esigenze dei servizi rivolti ai cittadini in previsione degli inevitabili accorpamenti”.

Dice Gagliardi: “Pur condividendo parte dell'intervento del presidente Bulbi che, pur eletto in una lista avversaria  é comunque il rappresentante di tutta la comunità provinciale, una comunità di oltre 350 mila persone, ho espresso preoccupazione per il fatto che con la "diserzione" del Presidente prima della scadenza naturale (per le politiche del 2013???) la nostra Provincia si presenterà al confronto con quelle di Rimini e Ravenna senza la forza di un Presidente e di un consiglio eletto, cosa che potrebbe vederci penalizzati ancor più pesantemente di quanto non accada già oggi (Fiere, Sanità , Aeroporti, Viabilità ecc)”.

Quindi il dibattito accalorato per ore, fino all'uscita dall'aula del consigliere di Rifondazione Comunista Pier Giorgio Poeta, che chiedeva di inserire nel documento al voto la richiesta di dimissioni di governo Monti, sostenuto da Pd, PdL e Udc a livello nazionale. “Ovviamente la risposta non può che essere negativa anche perchè il semplice buon senso fa capire che difficilmente .Monti si dimetterebbe dietro richiesta della Provincia di Forlì- Cesena; così il consigliere di Rifondazione  e quelli della Lega Nord hanno la motivazione per uscire dall'aula facendo mancare il numero legale”, sempre i tre consiglieri PdL.

“Dunque, nessuna approvazione dell'ordine del giorno che verrà semplicemente rinviata al prossimo consiglio. E' paradossale - concludono i consiglieri del PDL - che proprio coloro che gridano contro il Governo Monti , facciano poi mancare il loro appoggio a chi cerca di contrastare certe decisioni di quel Governo, che si rifletteranno assai negativamente nella popolazione della nostra Provincia. Paradossi dei politicanti , o scarsa attenzione per le esigenze degli elettori? Di certo con una maggioranza così spaccata sia fra i partiti della coalizione, che all’interno dello stesso partito maggior azionista, il PD, sarà difficile riportare il dibattito sui contenuti ovvero su come ridurre la burocrazia, migliorare i servizi, agevolare il credito, snellire le procedure e razionalizzare i costi, mettendo al centro dell’interesse i cittadini. Più facile veder continuare a prevalere i protagonismi, soprattutto con l’avvicinarsi delle elezioni del 2013”.

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