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Provincia unica, Gagliardi (Pdl): "Nessuna novità, meglio la Regione Romagna"

"In questi giorni è tornato di moda parlare dell' utilità delle Province ed ha fatto scalpore la proposta del sindaco di Forlì di unificare quelle romagnole. Nulla di nuovo sotto il sole..nè per il primo né per il secondo argomento"

“In questi giorni è tornato di moda parlare dell’ utilità delle  Province ed ha fatto scalpore la proposta del sindaco di Forlì di unificare quelle romagnole. Nulla di nuovo sotto il sole..nè per il primo né per il secondo argomento”. Lo sostiene Stefano Gagliardi, capogruppo in consiglio provinciale del Pdl e in passato per alcuni anni consigliere comunale a Forlì. E a questo punto secondo Gagliardi sarebbe più funzionale procedere “alla soppressione delle province romagnole ed alla creazione della Regione Romagna”.

 

“E’ bene ricordare che già il 14 gennaio del 2008 il comune di Forlì votò un odg su quanto  proposto oggi da Balzani – ricorda Gagliardi -. Il 25 febbraio 2008 la provincia si espresse con proprio odg. Il 30 gennaio 2009 sempre la provincia in seduta straordinaria si espresse con un altro odg, qualche settimana fa sempre in provincia altra discussione”

 

“Sembra che il PD in piena, totale e assoluta confusione sull’argomento – dice Gagliardi - senta la necessità di utilizzare gli organi istituzionali per riprendere e chiarire le diverse opinioni di sindaci, presidenti di provincia, segretari di partito, semplici consiglieri, ecc. ecc”.

 

“Per chiarezza – rivendica Gagliardi - va anche detto che un accurato controllo del programma del PDL inerente alle province rileva “Il nostro impegno sarà all’opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dall’apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili), dello stesso avviso la Lega con il ministro Calderoni che prende atto dell’inutilità di alcune Province, ma si dice contrario all’abolizione totale delle stesse. Occorre tener conto in primis che le Province sono un livello istituzionale riconosciuto in Costituzione che , come riformata nel 2001, e confermata da due voti referendari nel 2001 e 2006, prevede esplicitamente che “la Repubblica è costituita dai Comuni, Dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato””.

 

Anche se l’art. 114, comma 1) della Costituzione afferma che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, questo secondo Gagliardi “non impone la compresenza di tutti i livelli istituzionali sul medesimo territorio: e siccome il livello statale non è sopprimibile, le regioni sono specificatamente elencate in Costituzione e ai Comuni sono garantite le funzioni amministrative di base, la distribuzione territoriale di Province e Città metropolitane appare più modulabile”.

 

“Pertanto pare logico che dove verrà istituita la Città metropolitana (visto che i problemi delle aree metropolitane hanno una loro specificità) la Provincia non avrà più senso di esistere – sostiene l’esponente del Pdl -. Resta da vedere se le province debbano essere mantenute anche in quelle regioni (es. Molise o Abruzzo), che, per l’ampiezza del territorio e il munsero degli abitanti, ben potrebbero vedere le funzioni tipicamente provinciali attribuite direttamente al livello regionale ovvero i Comuni superiori ad un certo numero di abitanti”.

 

“In Germania, al disotto dei Laender (e da questi disciplinati) vi sono i Comuni e Circondari – osserva Gaglairdi -; in Francia, al di sopra di municipalità (oltre trentamila) e dipartimenti ci sono le Regioni; in Spagna egualmente abbiamo Comuni, Province e Comunità autonome; e, pur nella diversità delle esperienze, una molteplicità di livelli amministrativi si hanno anche in Regno Unito, Stati Uniti, Canada ecc.”.

 

“Con l’approvazione in via definitiva, avvenuta il 19 novembre 2009, da parte del Governo del Disegno di Legge inerente la Carta delle Autonomie si sono poste le basi non per l’abolizione delle Province – prosegue Gagliardi -, ma per una loro più efficace collocazione nel panorama istituzionale. Nello specifico per le Province vengono individuate all’ art. 3 le funzioni fondamentali, che possono essere esercitate anche in forma associata e che sono identiche a quelle delle Città metropolitane laddove vengono istituite”.

 

Funzioni che sono: l’organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito sovracomunale; l’assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni ed alle forme associative; la pianificazione territoriale provinciale di coordinamento; la gestione integrata degli interventi di difesa del suolo; la protezione civile; l’ambiente, i rifiuti; la tutela e gestione del patrimonio ittico e venatorio; la pianificazione dei trasporti e dei bacini di traffico; la manutenzione delle strade provinciali; la gestione dei servizi scolastici; la gestione dei servizi per il lavoro.

 

Alla luce del dibattito che si è aperto sulla Provincia unica romagnola e sulle difficoltà che sta incontrando il percorso, Gagliardi si chiede “perché non riconoscere alla soppressione delle province romagnole ed alla creazione della Regione Romagna con ovvio ridimensionamento dell’Emilia, il fondamentale ruolo politico-istituzionale che potrebbe rivestire unitamente alla riduzione dei costi?”.

 

 

 

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