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Provincia unica, la Uil bacchetta tutti: "Pensare prima ai servizi"

"Trovo quasi surreale questo dibattito-scontro a livello istituzionale fra ipotesi di accorpamento fusione e integrazione di Enti e servizi in questo momento"

“Trovo quasi surreale questo dibattito–scontro a livello istituzionale fra ipotesi di accorpamento fusione e integrazione di Enti e servizi  in questo momento. Dell’argomento e della necessità, in ogni caso sacrosanta, di snellire ed integrare strutture e servizi pubblici,  con l’obiettivo di razionalizzare le spese e migliorare l’offerta, se ne parla da anni, fra finto federalismo e riforme del Titolo V della Costituzione, senza peraltro mai giungere a soluzioni corrette in un quadro di riordino istituzionale complessivo e non parziale, nell’interesse generale”. Interviene la responsabile UIL per gli Enti Locali, Elide Rusticali.

Ciò che preoccupa adesso è la tenuta dei servizi,  le difficoltà di bilancio in cui versano tutti gli enti preposti: le Province, i Comuni, le ASP (Aziende servizi alla persona), in definitiva tutti i soggetti che si occupano di servizi sociali, costretti a misurarsi con risorse sempre più esigue e scelte di gestione  incomprensibili  Il caso delle ASP  del forlivese è emblematico: quattro piccole case di riposo unite in un unico organismo di  gestione,  con realtà fra loro diversissime, con personale ridotto all’osso e allo stremo, la cui unica preoccupazione sembra essere quella di arrivare a ridurre ulteriormente le ore di assistenza agli anziani  per poter così rispondere ai dettami dei parametri regionali”, continua Rusticali.

“Da un lato la Regione dovrebbe uscire dalla pure logica burocratica e spersonalizzata che troppo speso è alla base delle sue leggi e delle sue direttive, soprattutto in misura maggiore quando si tratta di servizi alla persona . Dovrebbe tenere bene in conto  che piccole realtà come la nostra azienda ASP del forlivese potrebbero contare, al momento, per rispondere alle esigenze di gestione quotiniana e dare qualche  soluzione, su risparmi derivanti dalle spese per il mantenimento dei Consigli d’amministrazione, ad esempio. Chiedemmo a suo tempo che la costituzione delle ASP non si traducesse in una ulteriore spesa.  Lo chiediamo ancora e non è demagogia. Piccoli ma significativi cambiamenti possibili e di immediata praticabilità che potrebbero risolvere qualche problema di trattamento del personale addetto, dare un segnale nell’ottica della razionalizzazione delle spese e di reale accorpamento dei servizi intercomunali nella visione  della gestione integrata, dal “basso”, mentre ci si diletta a discutere, legittimamente, per carità, dei massimi sistemi”, conclude la sindacalista.    


                                                                                  

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