Quartieri, Acri (Forza Italia): "Roma ne conta 35 e Parigi 20. Forlì non può permettersene 42"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Ho ascoltato l’intervento della Consigliere Massa e letto gli articoli sui media, in merito alla riorganizzazione dei quartieri, ricevendo una impressione assolutamente barricadiera ed ideologica, priva di alcuna analisi economica ovvero necessaria proposta alternativa, chiedendo di fatto il mantenimento dello status quo. Una opposizione costruttiva è tale laddove in presenza di una oggettiva necessità, assume la responsabilità di scelte con le quali la maggioranza deve confrontarsi nel merito. Per esprimere un confronto ed una unità di misura con due capitali europee rileviamo che Roma conta 35 quartieri e Parigi appena 20, appare evidente quindi che una cittadina come la nostra Forlì non possa per organizzazione, efficienza e costi permetterne 42. 

Ritengo che si debba valutare alla luce degli oneri per la comunità che i quartieri richiedono, quale apporto essi forniscano ad una migliore organizzazione civica ovvero contributo alla interazione con l’amministrazione comunale, evitando assurde pretese basate su campanilismi o difese propagandistiche. La mia opinione è che alcune realtà lontane dal centro urbano, che da sole costituiscono delle entità territoriali ben organizzate e partecipate, assumano un ruolo di riferimento per i residenti sui quali è giusto continuare ad investire, diversamente alcuni quartieri della cintura urbana e segnatamente del centro storico, che convergono su problematiche per lo più comuni ,suggeriscono verosimilmente un accorpamento. 

Diversamente ci sono quartieri ad esempio come quello di Ravaldino che annoverano al loro interno peculiarità monumentali di pregio come la Rocca di Caterina ovvero storici come il Sacrario di Via Sant Antonio Vecchio piuttosto che naturalistici come l’ingresso principale del parco urbano. Questi comitati potrebbero offrire agli assessorati competenti preziosi supporti, monitoraggi e suggerimenti in tema di sicurezza, turismo ed organizzazione di eventi, tesi a valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico. Queste alcune basi su cui poter costruire una discussione finalizzata ad un obbiettivo ineluttabile anche perché il risparmio derivato dalla riduzione dei quartieri libererebbe risorse ed sedi da poter impiegare per i progetti proposti dai coordinatori. Difendere lo status quo per partito preso solo per facile populismo non si addice ad una opposizione matura e responsabile".    
  

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