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Aeroporto, Morrone (Lega): "Pd in trincea, impossibile fare sistema in Romagna"

"Stiamo quindi assistendo - afferma Morrone – a una lotta di potere territoriale all’interno del Pd, con sindaci e esponenti vari che sostengono i diktat bolognesi

Quella dell'aeroporto "Luigi Ridolfi" "non è solo una questione di infrastrutture indispensabili, ma di rilancio complessivo del territorio". Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna, torna sul tema ampiamente dibattuto in questi giorni dello scalo di Forlì, dopo le esternazioni dei sindaci di Ravenna, Michele De Pascale, e di Cesena, Paolo Lucchi. “Non capisco come certi amministratori del Pd possano sostenere l’ipotesi di una Provincia Romagna o, peggio, di una ‘città metropolitana della Romagna’, quindi da contrapporre a Bologna e l’Emilia, anche e soprattutto dal punto di vista infrastrutturale, e poi osteggino l’opportunità di una riattivazione in tempi brevi dell’aeroporto Ridolfi di Forlì, che sarebbe centrale per tutte le località romagnole ed evidentemente indispensabile per un rilancio della Romagna”, esordisce l'esponente del Carroccio.

"Se davvero certi sindaci del Pd romagnoli avessero a cuore il ‘sistema Romagna’, sul piano dell’economia e in particolare del turismo, non potrebbero che fare fronte comune per la rilancio del Ridolfi, il fatto è che quando parlano di ‘aree vaste’, di ‘unioni’, ecc. fanno riferimento solo a nuovi posti di potere, a nuove sovrastrutture amministrative non elettive ma scelte a tavolino - continua Morrone -. Certo Lucchi è più furbo di De Pascale, che alza le barricate in favore del Marconi di Bologna, non si comprende bene per quali alte e motivate ragioni. Il sindaco di Cesena, infatti, va sulla scia di De Pascale, ma si barcamena sul ‘Ridolfi’ pur non sostenendone la riapertura. A suo dire, infatti, non serve l’aeroporto a Forlì perché presto dall’aeroporto Marconi si raggiungerà la stazione di Bologna in circa 7 minuti e poi, dalla stazione di Bologna, con treni ‘ superveloci’, si raggiungerà la Romagna".

Continua Morrone: "Ma il sindaco di Cesena non quantifica i tempi e non spiega quali saranno questi treni e quali località romagnole saranno effettivamente collegate. Lucchi infatti si ferma alla propaganda, forse perché sa poco della qualità e dei tempi del trasporto su ferro tra le principali località romagnole e Bologna. Pensiamo a Ravenna, ma anche alla stessa Cesena". "Stiamo quindi assistendo - conclude Morrone – a una lotta di potere territoriale all’interno del Pd, con sindaci e esponenti vari che sostengono i diktat bolognesi, mentre altri, pressati dalle esigenze territoriali, si pongono in modo più critico. Insomma, con questo Pd in trincea sembra davvero impossibile fare sistema in Romagna per contrapporsi positivamente e costruttivamente a Bologna e all’Emilia. E il futuro dell’aeroporto di Forlì è uno dei test più significativi per dimostrare queste politiche perdenti".

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