Tariffe Alea, Zoffoli (Pd): "Non si fa il porta a porta per risparmiare 10 euro a testa all’anno"

Sulla questione interviene il consigliere regionale Pd Paolo Zoffoli: "La prima puntualizzazione da fare è che le bollette vengono determinate dal costo del servizio certificato dal Gestore"

L'annuncio delle nuove tariffe sulla raccolta rifiuti, deliberate dal coordinamento dei Soci di Alea Ambiente ed in attesa del via libera di Atersir, ha sollevato non poche polemiche dai banchi dell'opposizione. Sulla questione interviene il consigliere regionale Pd Paolo Zoffoli: "La prima puntualizzazione da fare è che le bollette vengono determinate dal costo del servizio certificato dal Gestore. Col precedente gestore nessuno aveva mai contestato la Bolletta dei rifiuti, ogni anno la tassa aumentava in maniera significativa, gli importi venivano determinati spesso anche verso la fine dell’anno e il dovuto si sapeva solo quando arrivava la bolletta che era da pagare e basta".

TARIFFE ALEA: IL COMMENTO DEL SINDACO E DELL'ASSESSORE - LA REAZIONE DELLA LEGA - LA REAZIONE DI FORZA ITALIA

"Ricordo a tutti anche che all’inizio della amministrazione Balzani, il Comune di Forlì decise di partire con il metodo porta a porta, si partì al Ronco, poi ci si fermò perché il Gestore per estendere il porta a porta a tutto il Comune, chiese un aumento “improponibile” per cui l’estensione del servizio, nonostante la volontà politica, si dovette interrompere e si cominciò a pensare di fare una Società in House - prosegue Zoffoli -. Con l’approvazione della legge Regionale sulla Economia Circolare, oggi produrre pochi rifiuti indifferenziati è un obbligo se non si vogliono pagare penali molto importanti, quindi il metodo porta a porta o simili sono diventati obbligatori. Un altro obbligo della legge è la tariffa puntuale, ognuno deve pagare in base ai rifiuti indifferenziati che produce e ai servizi di cui usufruisce.

Alea ha cominciato a gestire la raccolta dei rifiuti e lo "spazzamento" nel Territorio del Forlivese dal primo gennaio 2018 e la tassa del 2018, per la prima volta, è rimasta invariata rispetto all’anno precedente. Nessuno l’ha evidenziato - chiosa l'esponente dem -. Con la partenza, nelle scorse settimane, del metodo porta a porta, le polemiche sulle tariffe si sono scatenate: inizia il servizio e non sappiamo ancora l’importo della tariffa, sicuramente non lo dicono perché ci saranno aumenti non confessabili; dicono che con le nuove tariffe pagheremo meno, ma non diranno niente fino alle elezioni poi, a elezioni avvenute, ci comunicheranno gli aumenti che saranno altissimi; prima Hera faceva tanti servizi gratuiti, oggi Alea li fa pagare; fanno pagare lo svuotamento dei pannolini 0,15 centesimi (l’aumento della tariffa base sarebbe al massimo 10 euro l’anno); i costi dei servizi faranno pagare bollette molto di più alte che in passato".

"A metà febbraio vengono decise le tariffe, molto prima degli altri anni, gli importi delle tariffe, nonostante l’aumento significativo dei costi che avviene sempre con la partenza del porta a porta (si veda cosa è successo alla Parma di Pizzarotti), si riducono, mediamente, dell’8,7% - continua -. Avuta questa informazione tutti noi, nel rallegrarci della notizia, abbiamo pensato che finalmente sarebbero finite le polemiche e ci saremmo concentrati nel completare al meglio il Porta a Porta. Invece i partiti di destra, alzano il tono della polemica e si scagliano anche contro i sindaci che sostengono, perché le tariffe si riducono di troppo poco e quindi non vale la pena di fare il porta a Porta con Alea e chiedono di ritornare ad Hera, che anche senza il porta a porta aveva aumentato significativamente tutti gli anni l’importo delle bollette. Al termine di queste mie riflessioni ricordo a tutti che non si fa il porta a porta per risparmiare mediamente 10 euro a testa all’anno, ma perché col porta a porta lasceremo un mondo migliore ai nostri figli e nipoti".

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