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Ferretti, Ragni (Pdl): “Le istituzioni latitano". L'Udc: "Scenari inquietanti"

"Ormai è chiaro: è in corso un progressivo allontanamento di Ferretti da Forlì mentre le istituzioni locali latitano". Lo afferma Fabrizio Ragni, consigliere comunale del Pdl

“Ormai è chiaro: è in corso un progressivo allontanamento di Ferretti da Forlì mentre le istituzioni locali latitano”. Lo afferma Fabrizio Ragni, consigliere comunale del Pdl. “Il Comune di Forlì – spiega Ragni – si è premurato di far sapere che l’intenzione di spostare la divisione industriale nelle Marche non era trapelata in un incontro del 30 luglio. Cioè quattro mesi fa. Nel frattempo è stato nominato il nuovo gruppo dirigenziale di Ferretti e non c’è stato alcun contatto tra l’azienda e l’amministrazione comunale".

"Quest’ultima si sveglia solo adesso, quando la frittata è fatta. È stato già deciso di spostare 70 lavoratori nelle Marche e altre sgradite sorprese potrebbero arrivare il 12 dicembre con il nuovo piano industriale”. Aggiunge Ragni: “Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro al sindaco di Forlì e al presidente della Provincia di Forlì-Cesena. È troppo tardi. Pensare che il problema possa davvero essere il risparmio sui canoni di locazione, cifra esigua nel bilancio di un gruppo industriale come Ferretti, significa non aver chiara la portata del problema. Che fine farà l’accordo di programma del 2005?”.

Conclude il consigliere comunale del Pdl: “Ora che al comando ci sono i cinesi e non c’è più un legame con il nostro territorio come in passato, il rischio di vedere scappare progressivamente Ferretti da Forlì è alto. Il tutto sotto gli occhi di Comune, Provincia e Regione che finora non hanno alzato un dito”.

UDC - “Il trasferimento di ingegneri, designer e tecnici dello stabilimento Ferretti di Forlì a quello marchigiano di Mondolfo apre, a mio avviso, scenari altamente inquietanti”. E' fortemente preoccupato, Andrea Pasini Consigliere Comunale e Segretario provinciale Udc, che intravvede, in questa decisione, le avvisaglie di una completa delocalizzazione della sede forlivese in terra marchigiana.

“E' vero – spiega Pasini – che la proprietà cinese Weichai Group non ha ancora presentato il piano industriale, che sarà pubblico il prossimo 12 Dicembre, così come è vero che l'assessore Maltoni e l'amministrazione comunale sono molto rassicuranti e convinti del rispetto dell'accordo di programma, che comprendeva anche la costruzione di un nuovo capannone (chi ha buona memoria ricorderà la partita del terreno agricolo, trasformato in edificabile dall'amministrazione comunale per le realtà produttive di Ferretti e Querzoli). Maltoni afferma che le opere di urbanizzazione si stanno compiendo, gli oneri sono stati pagati, quindi c'è l'auspicio che tutto proceda al meglio e il capannone venga edificato. Altrimenti? E qui sta il paradosso".

Non ci saranno penali economiche, ma semplicemente Ferretti non potrà vendere il terreno per 15 anni. Questo il quadro, ma da fonti attendibili la realtà non è così limpida - continua Pasini -. Primo perché i capannoni dove si svolge la produzione e ha sede la direzione, sono di proprietà di Norberto Ferretti che ha più volte manifestato la disponibilità a cederli, ma la proprietà cinese non ha dato alcuna risposta. Secondo il trasferimento dei “70 cervelli”, come c'era da aspettarsi, è stato giustificato con la più banale delle motivazioni “in nome del miglioramento e della riduzione dei costi di lavoro”. Tutto da dimostrare, considerando i viaggi in pullman da Forlì a Mondolfo e ritorno e, probabilmente, una minor efficienza dovuta a stress da affaticamento".

Terzo al vertice dell'azienda, nei ruoli chiave, stanno due importantissimi ed influenti dirigenti entrambi marchigiani, uno dei quali membro del Consiglio Nautico Marchigiano. Quarto la disponibilità dell'amministrazione locale a fare ponti d'oro all'azienda in caso di delocalizzazione totale della produzione. Cosa che consentirebbe il rilancio del distretto nautico marchigiano. “Fantasie o supposizioni prive di fondamento? - si chiede Pasini – Lo vedremo. Nel frattempo chiedo agli amministratori locali, provinciali e regionali come intendono giocare questa partita".

Conclude l'esponente dell'Udc: "Vorrei sapere che cosa stanno mettendo in campo (a questo proposito ho presentato un Question Time in Consiglio Comunale) ricordando loro che stiamo parlando di posti di lavoro, che interessano 400 dipendenti diretti, cui fanno da cornice oltre due mila lavoratori dell'indotto, suddivisi in decine di aziende, stampatori di vetroresina, impiantisti, elettricisti, falegnami, idraulici, arredatori, ecc. Si rendono conto gli amministratori che rischiamo di perdere una filiera importantissima, radicata da decenni nel nostro territorio? Mi auguro solo che non sia troppo tardi e che tutto non sia già stato deciso. Occorre che in modo trasversale tutti concorrano per evitare un altro terribile colpo al sistema produttivo economico del nostro territorio”.

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